Petrolieri? Non crediamoci.

venerdì, agosto 27, 2010 23:01

Pagina de “Il Centro” del 28 agosto

10 agosto ad Ortona

lunedì, agosto 9, 2010 15:18

Aspettando il Consiglio regionale…

mercoledì, agosto 4, 2010 11:33

Come avevamo indicato nel precedente post, la seduta straordinaria dedicata agli idrocarburi del 23 giugno ci aveva lasciati con molte perplessità dovute anche alle due proposte – presentate dai gruppi dei Verdi e de l’IDV – che avevano dato lo spunto al presidente del Consiglio Regionale per aggiornare la seduta con la motivazione di valutare la possibilità di arrivare all’approvazione unanime di un documento congiunto.

Per il 27 luglio era stata annunciata la riunione del Consiglio Regionale che avrebbe dovuto approvare un documento e delle proposte per impegnare la giunta regionale ad una seria lotta contro la petrolizzazione.

La discussione sulla crisi ospedaliera ha poi determinato lo spostamento dell’ordine del giorno, ma il Consiglio ha accolto la risoluzione che l’IDV ha presentato per una proposta di legge nazionale alla Camera per bloccare, in tutto il mare Adriatico, la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi (petrolio).

Qui è disponibile il verbale della seduta del Consiglio.

Questa eventuale futura proposta di legge, che dovrà comunque essere discussa e approvata dal Parlamento, potrebbe costituire un notevole passo in avanti nella messa al bando delle attività petrolifere nel nostro mare e, per estensione, negli altri mari italiani in cui tali attività sono in frenetica ripresa.

Sempre che alle parole seguano i fatti.

Attendiamo comunque la risposta del Presidente agli impegni più immediati a cui è stato chiamato nel corso della riunione straordinaria del 23 giugno riconvocando, subito dopo la pausa estiva, il Consiglio sul tema del petrolio.

31 luglio a Giulianova, La Bellezza e L’Inferno: trabocchi e piattaforme petrolifere

lunedì, luglio 26, 2010 9:17

Riceviamo e comunichiamo la variazione del luogo dell’iniziativa: l’esposizione ed il successivo dibattito si terranno in sulla terrazza del Palazzo Kursaal, Lungomare Zara, Giulianova.

Assomineraria chiede, il governo concede

giovedì, luglio 22, 2010 17:41

Il 30 marzo scorso Staffetta Quotidiana, il quotidiano dei petrolieri, titolava proprio così: Assomineraria chiede Agenzia per le risorse minerarie ed energetiche. Evidentemente in questo paese ad Assomineraria basta chiedere, visto che, a poco più di 3 mesi di distanza, è arrivato puntuale un disegno di legge che sembra scritto dallo stesso Descalzi, Presidente di Assomineraria. Tra i firmatari, la paladina dei Petrolieri, senatrice Simona Vicari, che tanto entusiasmo aveva dimostrato all’ultimo convegno di Assomineraria (come riportato in un nostro precedente post e in maniera ancora più esaustiva dalla professoressa Maria Rita d’Orsogna qui e, per i più increduli,  dall’intervento della stessa senatrice  qui).

Il Sole 24 Ore del 21 luglio riporta la notizia con qualche commento illuminante della Senatrice.

Nonostante sia in corso un dibattito a livello mondiale sulla necessità di limitare lo strapotere mal gestito delle compagnie petrolifere, testimoniato dalla tragedia ancora in corso della Deepwater Horizon, il governo italiano dimostra insolito tempismo e cerca di far passare un altro scempio tra la disattenzione delle più calde giornate estive, la compiacenza spinta di certa stampa e la confusione creata da altri, più visibili scandali  che si muovono attorno al solito Cesare.

La senatrice Vicari porta in dono ai petrolieri un bell’allargamento delle maglie in cambio di una riduzione del costo della benzina per i residenti e di maggiori royalties per i comuni interessati. Così di nuovo torna a brillare il miraggio di una maggiore ricchezza davanti ad una nazione sempre più povera e dal senso etico sempre più atrofizzato.

Noi la invitiamo a tornare ad occuparsi della sua Sicilia ed in particolare delle zone di Gela, Priolo, Melilli, Augusta, dove l’incidenza delle malattie tumorali e delle malformazioni congenite, regalo del petrolchimico, è tristemente molto più alta rispetto alla media nazionale. Qui è disponibile qualche informazione in breve, qui un documento più dettagliato. Potrebbe anche scegliere di ascoltare le ragioni dei Sindaci della costa sud-occidentale che da mesi protestano in ogni modo contro le 30 nuove istanze di ricerca che si sono visti piombare addosso dalle compagnie petrolifere.

Consigliamo di leggere tutti gli approfondimenti anche alla  senatrice Vicari, che sembra non conoscere le problematiche del suo territorio di provenienza. Certo, di queste non si parla ai convegni di Assomineraria e forse, sarà proprio per questo che non compaiono nei suoi interventi.

Qui è disponibile l’audio del suo intervento per la presentazione del disegno di legge sulla riforma della legislazione in materia di ricerca e produzione di idrocarburi.

Su Open Polis, invece, si trova la scheda con il profilo delle sue attività parlamentari e dei suoi preziosi voti a contributo dello sviluppo del paese, delle Milleproroghe, del Legittimo Impedimento, della legge sulla Protezione Civile, ecc…

Per riconoscere i giusti meriti a tutti i protagonisti,  il disegno di legge porta la firma di Cesare Cursi, senatore Pdl e presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica, di Gaetano Quagliariello, senatore Pdl e Vicepresidente Vicario del Gruppo Parlamentare del Popolo della Libertà del Senato della Repubblica e di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.

A Fossacesia il 25 luglio per dire no al petrolio

sabato, luglio 17, 2010 11:09

Scarica qui il documento completo sulla manifestazione (in pdf)

Continua l’assalto alla diligenza

mercoledì, luglio 14, 2010 23:13

Continua l’assalto dell’irlandese Petroceltic alla costa adriatica. Questa volta in maniera ancora più ambigua i petrolieri hanno pubblicato l’avviso di richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale in Molise (l’unico annuncio su un quotidiano locale risale a un anno fa). Fatto sta che ci si è accorti di quanto stava succedendo troppo tardi per intervenire. La provincia di Chieti è riuscita ad ottenere una proroga e oggi scade anch’essa. Tutte queste informazioni le trovate approfondite sul sito della professoressa MariaRita D’Orsogna, anche questa volta a capo del coordinamento della produzione/raccolta delle osservazioni di contrarietà ai progetti.

Le nostre osservazioni le trovate qui

I progetti sono relativi alle aree  che vedete nella cartina (Fig.1) contrassegnate dalle sigle 493 BR-EL e 505 BR-EL Si tratta sempre del tratto di mare antistante la Costa dei Trabocchi, negli ultimi mesi presa d’assalto da Vega Oil, Petroceltic, Medoil, ecc.  La Petroceltic insiste nella richiesta di permessi di ricerca da effettuare con la discussa tecnica dell’air gun (la stessa , per intenderci, che sembra aver causato la morte dei delfini in Puglia lo scorso anno, come avevamo riportato in questo post) e continua a non saper/voler spiegare se, dove e con quali conseguenze andrà a trivellare i nostri fondali. Di nuovo, come già accaduto per le precedenti richieste, continua ad ignorare qual’è il percorso seguito fino ad oggi dalla comunità locale, l’economia su cui si essa si  basa e il suo modello sociale. Di nuovo, minimizza gli impatti ed è superficiale nella valutazione delle conseguenze, dimostrando di non conoscere l’Abruzzo e di non volerlo neanche conoscere.

Ci piacerebbe sapere perché un’impresuccia come la Petroceltic, senza troppa esperienza e senza solidità finanziaria, possa permettersi di minacciare tanto seriamente un modello di sviluppo consolidato. Gli oscuri collegamenti con la San Leon Energy, sollevati da L’Espresso qualche settimana fa, e quelli della San Leon con altre piccole società (come analizzato dall’articolo di Italia Oggi del 25 giugno)  tutte avviate in Italia nello stesso periodo (tra il 2005 e il 2008)  pongono inquietanti quesiti. Si tratta di casualità o c’è un vero e proprio piano a guidare quest’assalto alla diligenza? Chi e cosa si nasconde dietro questo bombardamento di pericolose richieste che sta affliggendo alcune regioni italiane? Quali intese e promesse hanno guidato le iniziative di queste compagnie?

Non avendo risposte dalla nostra Regione non speriamo certo di poter ricevere risposte dalle istituzioni nazionali e da una classe politica che sta facendo scientificamente  scempio del territorio (e non soltanto di quello).

Speriamo però nella reazione dei cittadini. Il disastro della Deepwater Horizon ha messo sotto gli occhi tutti la fine dell’era del petrolio facile. La perdita è ancora in atto e nessuno è in grado di calcolare la portata dei danni per l’ecosistema, la salute e l’economia locale. Il Commissario Europeo per l’Energia Oettinger ha raccomandato a tutti i governi responsabili di bloccare tutti i nuovi permessi fino a quando non saranno chiarite le cause e presi gli opportuni provvedimenti.

La Prestigiacomo da parte sua  annuncia il limite delle 5 miglia.  E questo la dice lunga su quanto il nostro governo sia lontano dal voler affrontare il problema. Queste sono manovre per spostare l’attenzione, trarre in inganno la gente e mettere a tacere il dissenso.

A tutti quelli che minimizzano le problematiche facendo appello al provvedimento del ministro Prestigiacomo e che ridicolizzano il dibattito dicendo che da noi non si scava alle profondità  del Golfo del Messico, ricordiamo che l’Adriatico è un mare quasi-chiuso e che un incidente anche minimo devasterebbe per sempre l’economia della costa.

Permettendo l’aumento degli impianti, delle piattaforme, dei pozzi, del traffico navale e autorizzando desolforatori a pochi chilometri dalla costa aumenterà esponenzialmente il rischio di incidenti e avveleneremo definitivamente il mare adriatico, con buona pace delle bandiere blu, delle vele e dei riconoscimenti che tanto piacciono agli amministratori (a giudicare da come se ne vantano) e che tanto piacciono a quei turisti che riempiono le strutture della costa e garantiscono quel po’ di lavoro che c’è ancora in Abruzzo.

Abruzzesi, approfittate dell’estate e godetevi il mare. Tra qualche anno potreste essere costretti a cambiare spiaggia o a ritrovarvi come a Pensacola Beach, la spiaggia nel video che segue.


Le 5 miglia della Prestigiacomo: piccole misure, grandi disastri

sabato, luglio 3, 2010 11:52

Off limits una fascia di 5 miglia per tutte le coste italiane. Prestigiacomo: «Colmato un vuoto normativo a difesa del nostro mare e dei nostri gioielli naturalistici»

Così titola il comunicato stampa del Ministero dell’Ambiente.

Il messaggio è lanciato, gli italiani possono tranquillizzarsi: il governo vigila sulle nostre coste, sul nostro mare e sui “gioielli naturalistici”, nessuna Louisiana è possibile da noi. Basta dimenticarsi dello scempio che quotidianamente si attua sui nostri beni ambientali e culturali.

Purtroppo, come ci insegna l’esperienza di questi anni di proclami mediatici a cui fa seguito il nulla o quasi, dato che il testo del decreto di riforma non c’è ancora, abbiamo cercato di leggere tra le righe di questo scarno comunicato cosa c’è almeno per il nostro Abruzzo.

Intanto, sbandierare il limite di 5 miglia (circa 9 km) come garanzia da qualsiasi disastro, significa dimenticare o fingere di dimenticare che il pozzo della Deepwater Horizon era collocato a circa 52 miglia e questo non ha salvato le coste della Louisiana, dell’Arizona, della Florida. Così come la distanza della Montara di più di 80 miglia da Timor non ha salvato le coste di quest’isola quando, nell’agosto del 2009, questa piattaforma ha preso fuoco e per 72 giorni ha eruttato petrolio nel mare.

Comunque, mappa petrolifera alla mano, le 5 miglia interdicono le attività petrolifere su meno del 10 % delle istanze e delle concessioni di ricerca e di estrazione, e Ombrina mare dovrà solo allontanarsi di 2-3 km per poter tranquillamente estrarre e lavorare il petrolio per più di vent’anni.

E le piattaforme già operative (attorno alle coste italiane, su un totale di 123 piattaforme, ben 26 rientrano nel limite di cinque miglia) verranno smantellate? Il comunicato parla di procedimenti autorizzativi in corso ma non fa cenno all’esistente. Purtroppo, temiamo che i sindaci di Pineto e di Silvi continueranno a rimirare le loro piattaforme anche se dentro il limite delle 5 miglia dalla costa e delle 12 miglia dal parco del Cerrano, e così quello di Casalbordino con le sue 5 piattaforme a 2 km. dalla costa. O saremo smentiti?

La profondità. Nei giorni scorsi è stato detto che in Adriatico non si trivella a 1500 metri di profondità ma a decine o, in alcuni casi, centinaia di metri. Sarebbe quindi una risata mettere un tappo in caso di fuoriuscita… Il pozzo Ixtoc I, nelle acque del Golfo del Messico, si trovava su un fondale di 50 metri e vomitò 3 milioni di barili di petrolio per 294 giorni. Tuttora, nella triste classifica degli incidenti più gravi, si trova nelle prime 4 posizioni.

Ma aspettiamo l’uscita del decreto per un’analisi più approfondita e per valutare la congruità dei proclami di salvaguardia dell’ambiente costiero e marino e delle economie che ivi sono insediate con le notizie di incredibili concessioni nella Sicilia sud-occidentale e, addirittura, in zona sismica su vulcani sottomarini nel canale di Sicilia.

È appena il caso di aggiungere che non è con questi pannicelli caldi, che a decreto pubblicato potrebbero anche essere tiepidi o freddi, che si salvaguarda l’Adriatico ed il Mediterraneo che, con i suoi 38 mg per metro curbo di catrame nel mare è il bacino più inquinato da idrocarburi del mondo ed è destinato ad esserlo sempre di più, proprio per le sue caratteristiche di mare “chiuso”, cioè quasi senza comunicazione con i grandi oceani, e la cui salute è affidata alle sue sole capacità di depurazione e alla preveggenza degli stati che su di esso si affacciano.

Bisogna ormai riconoscere, nell’ambito di un discorso di salvaguardia di tutto il bacino Mediterraneo, la specificità del nostro mare Adriatico che lo porta ad essere particolarmente a rischio e di fronte a cui occorre avere il coraggio delle scelte.

In Egitto, che in questi giorni è alle prese con un nuovo disastro da una piattaforma nel Mar Rosso, situata a quasi 100 km. dalla costa di Hurghada (Video), e che sta riversando petrolio su decine di km. di spiagge, il governo ha cercato di tenere nascosta la notizia per non infondere allarme sulla zona ad altissima valenza turistica. Ora però si sta seriamente considerando la decisione di ridurre il numero delle piattaforme operanti, a tutela del turismo e dell’ambiente.

Se può farlo l’Egitto perché non possono i nostri governanti?

E non hanno nulla da dire i nostri governanti del grande accordo raggiunto dalla BP (chi si rivede) e Gheddafi per nuove trivellazioni al largo della Libia, in acque profonde, da 1000 a 2000 metri?

Rassegna Stampa Petrolio, Energia & Ambiente 26-20 giugno

domenica, giugno 27, 2010 9:53

ABRUZZO

24 giugno Prima da Noi Petrolio, la protesta, la tranquillità di Chiodi, il nulla di fatto

24 giugno, Abruzzo Web Rinviata la legge la furia di 500 persone

23 giugno Abruzzo 24 ore tv La petrolizzazione in un consiglio assediato dalle vuvuzelas

23 giugno Il Capoluogo Petrolio, protesta ambientalisti fuori Emiciclo

23 giugno City Rumors Petrolio Abruzzo, Chiodi rinvia Consiglio. La protesta degli ambientalisti

24 giugno Il Centro Petrolio rinvio tra le proteste

ABRUZZO SPECIALE TERREMOTO

25 giugno L’Unità Gli aquilani a Roma oscurati e senza soldi per la ricostruzione

25 giugno L’Unità Finocchiaro Governo colpevole, Abruzzo questione nazionale

25 giugno Il Sole 24 Ore La protesta dell’Aquila a Roma così rischiamo di diventare Pompei

25 giugno L’Espresso Commissione Grandi Fiaschi

24 giugno La Repubblica L’Aquila ci parla di noi

23 giugno L’Unità Quello che le tv non raccontano Viaggio nel cuore della città ferita

23 giugno L’Unità E i giornalisti scoprirono le macerie dell’Aquila

23 giugno L’Unità A corto di spot il Tg 1 di Minzolini sceglie il silenzio

23 giugno La Repubblica L’Aquila, ultimo appello O arrivano i fondi o si muore

23 giugno Italia Oggi E nell’ordinanza sull’Aquila spuntano nuove assunzioni

23 giugno Il Messaggero Il Dopo Terremoto L’Aquila rischia la fine di Pompei

23 giugno Il Messaggero Economia ferma e tasse Gli spauracchi della città

23 giugno Corriere della Sera L’Aquila, tour del Sindaco tra le rovine Qui mancano i soldi per ricostruire

22 giugno Italia Oggi Bertolaso non passeggia per L’Aquila e spiega ai direttori dove guardare

22 giugno Il Sole 24 Ore La lettera di Bertolaso. L’Aquila non è stata abbandonata

22 giugno Corriere della Sera Le Amiche per l’Abruzzo all’attacco della burocrazia

21 giugno La Repubblica Marea nera, la Bp cerca 50 miliardi nel Golfo 100mila barili al giorno

21 giugno Il Messaggero Cresce l’allarme 100 mila barili di petrolio al giorno

21 giugno Corriere della Sera La suora dei terremotati I ragazzi si buttano via

20 giugno Corriere della Sera Il sindaco dell’Aquila nel cuore del Paese

ITALIA

26 giugno La Repubblica Allarme inquinamento, coste e isole a rischio

26 giugno L’Unità, La balla del mare pulito

26 giugno La Repubblica Elettricità, via ai prezzi biorari. Risparmi di notte

26 giugno Il Sole 24 Ore Infrastrutture. Firmato il decreto per realizzare il rigassificatore di Brindisi. Dall’Ambiente il via a British Gas

26 giugno Il Sole 24 Ore, Edison prepara l’indipendenza

26 giugno Corriere della Sera, Edison entro due anni autonomi dall’ENI

26 giugno Il Sole 24 Ore, Bonus solare per le famiglie

25 giugno Terra, Smog 6 mila morti ogni anno

25 giugno Terra, Rinnovabili l’Italia in ritardo

25 giugno Terra, Il Ministro Prestigiacomo a Flamanville Quante bugie sul ritorno al nucleare

25 giugno Secolo d’Italia, La questione energetica Verde sì, ma responsabile

25 giugno Milano Finanza, La scelta strategica tra Eni ed Enel

25 giugno L’Espresso, Discarica Maddalena

25 giugno Italia Oggi Sicilia, no a trivellazioni in mare

25 giugno Italia Oggi Ambiente, vale l’interesse aziendale

25 giugno Il Sole 24 Ore, Stretta antismog sui Tir in 3mila comuni italiani Il ministro prestigiacomo prepada un Dl per i mezzi pesanti senza Fap

25 giugno Il Sole 24 Ore, Nuovo decreto legge sblocca centrali

25 giugno Il Sole 24 Ore, Gli aiuti al fotovoltaico ridotti del 18% nel 2011

25 giugno Il Gazzettino di Venezia, Appello Alla Regione per bloccare Terna

25 giugno Il Corriere della Ser, Scambio Eni Enel dossier pronto per Gorno Tempini

25 giugno La Repubblica, I Moratti: Di Borsa non capivamo molto per l’ Ipo Saras il prezzo era anche basso

25 giugno Blitz Quotidiano, Scaroni: “Eni resta nel Golfo del Messico ed è anche interessata al gas afghano”

24 giugno beppegrillo.it, Mediterraneo di Petrolio

24 giugno Terra, La corte e l’atomo

24 giugno L’Unità, Prestigiacomo stregata dal nucleare

24 giugno L’Unità, La Consulta boccia le Regioni Il nucleare è sempre più vicino

24 giugno La Repubblica, Nucleare, la Consulta boccia i ricorsi

24 giugno Il Sole 24 Ore, Stop ai ricorsi sull’atomo La strada però resta in salita, troppi ritardi nell’attuazione della legge

24 giugno il Manifesto, Nucleare, regioni respinte. La Consulta dice no ai ricorsi. Prestigiacomo, ora avanti senza indugi

24 giugno Il Manifesto. Nucleare. Il No della Corte. Ma resta il rifiuto popolare

24 giugno Corriere della Sera, Il nucleare è competenza del Governo, la Consulta blocca per ora le Regioni

23 giugno Il Sole 24 Ore, Prestigiacomo invita il Pd a dialogare sull’atomo

23 giugno Il Messaggero Nucleare, Prestigiacomo chiede al centrosinistra di aprire subito un tavolo di confronto

23 giugno Il Mattino, D’Amato: Gas irritante che aggredisce i bronchi

23 giugno Corriere della Sera. Tra i rioni di quella che Le Monde ha definito città pattumiera. Viaggio nella Palermo sommersa dall’immondizia

23 giugno Corriere della Sera Mi appello all’opposizione per un dialogo sul nucleare Il ministro Prestigiacomo e l’esempio francese

22 giugno Liberal, Con Scajola è andato a casa anche il nucleare?

22 giugno La Stampa, E’ troppo preziosa non può valere la legge del profitto

22 giugno La Stampa. Acqua privata, valanga di no

22 giugno Terra, Lo spettro del condono

22 giugno Terra Napoli, chi boicotta la differenziata?

22 giugno Il Sole 24 Ore Ripresa in vista per le rinnovabili

22 giugno il manifesto E ora parliamo di pubblico partecipato

22 giugno Il Gazzettino Padova, La vita impossibile vicino all’inceneritore

22 giugno Finanza Mercati, Edf chiama il Governo L’impasse allo Sviluppo frena il dossier nucleare

21 giugno La Stampa, Energia pulita al posto dei cannoni

21 giugno La Repubblica Affari e Finanza Puglia. Eolico e solare, la regione è leader in Italia Ma attenzione, non rovinate il paesaggio

21 giugno La Repubblica Affari e Finanza L’Italia diventa la terra promessa per gli investimenti nell’energia

21 giugno Il Sole 24 Ore Certificati Verdi in attesa di sblocco

21 giugno Corriere della Sera Economia Quei vincoli sulle rinnovali Cosa cambia con il giro di vete dell’ultima manovra sui certificati verdi Il ruolo rivoluzionato del Gse

21 giugno Corriere della Sera Economia La rete Gazprom in Italia Gas e petrolio. L’intreccio tra potere e affari del colosso russo. La mappa delle società

20 giugno Il Tirreno L’Elba e l’incubo del petrolio All’Elba tutti contro una società australiana che vuole trivellare in mare

20 giugno Terra, Navi dei veleni La difesa della ministra

20 giugno Il Manifesto Per l’acqua e la democrazia

20 giugno Liberazione – Piovono firme

MONDO

26 giugno Terra, La disperata strategia di BP

26 giugno, Blitz Quotidiano, Marea nera: Strage di tartarughe bruciate vive dalla BP

26 giugno Il Messaggero, In arrivo la prima tempesta tropicale, la marea nera rischia di non fermarsi più

25 giugno La Repubblica Finisce la guerra del gas Mosca-Minsk

25 giugno Il Sole 24 Ore Bp rimette il tappo alla falla nel Golfo

24 giugno Terra Usa finisce nella bufera il giudice pro trivellazioni

24 giugno La Stampa Marea Nera, si spara il capitano di una barca. Incidente a un robot Per ripararlo Bp toglie il tappo sulla falla

24 giugno La Repubblica Marocco Niente accordo tra i paesi della Commissione baleniera internazionale Ma la caccia ai cetacei sarà ancora vietata

24 giugno La Repubblica La Marea nera fa due nuove vittime

24 giugno La Repubblica I nemici delle balene

24 giugno Il Sole 24 Ore Si blocca il recupero della Bp

24 giugno Il Sole 24 Ore La UE alla Bielorussia attacco all’intera Europa

24 giugno Il Sole 24 Ore Bruxelles rinvia la decisione sulla tassa CO2

24 giugno Il Messaggero Un robot fa saltare il tappo, nuova emergenza nell’oceano

24 giugno Europa Dopo Cophenaghen si può ricominciare Da Roma un impulso al dibattito

24 giugno Corriere della Sera Marea Nera, salta il tappo Il petrolio è inarrestabile

24 giugno Corriere della Sera La lezione della Marea Nera A volte la tecnologia non basta

23 giugno Terra La marea nera egiziana

23 giugno La Stampa Marea nera, giudici contro la Casa Bianca

23 giugno La Repubblica Un giudice silura la Casa Bianca Illegale lo stop alle trivellazioni

23 giugno Corriere della Sera Guerra del gas Tra Mosca e Minsk

23 giugno Corriere della Sera Caccia alle balene, il mondo diviso tra quote e moratoria

23 giugno Corriere della Sera Marea nera sospesa la moratoria sulle trivellazioni

22 giugno Terra L’accusa di un operaio Bp sapeva tutto

22 giugno Terra La settimana della balena

22 giugno Lab il socialista Obama e la Marea nera

22 giugno La Stampa Mednev contro Minsk Pagate o vitaglio il gas

22 Giugno La Stampa Le balene tradite dal summit

22 giugno La Stampa dal business all’estinzione

22 giugno La Stampa Ma i cattivi non si arrendono Dalle Faer Oer alla Norvegia, la mattanza continua

22 giugno Italia Oggi. E’ un mediocre ma guadagna ben 24 volte più di Obama

22 giugno Il Sole 24 Ore Piattaforma a rischio, Bp sapeva

22 giugno Il Sole 24 Ore L’ambientalismo. Retorica e falsi miti. Un libro che fa discutere gli Stati Uniti

22 giugno Corriere della Sera Perché dobbiamo salvare le balene dai cacciatori di Fulco Pratesi

22 giugno green report Bp disaster commission: no alla revoca della moratoria sulle trivellazioni offshore. Greenpeace rifà il logo Bp

21 giugno Corriere della Sera Il caso Bp e l’ ingordigia della Borsa L’ iper-regolazione del settore ha prodotto il blocco degli investimenti e prezzi alti. E la crescita della boria dei regolatori

21 giugno La Stampa Così la marea nera diventa una malattia

21 giugno, Internazionale, I dannati del petrolio nel continente africano

21 giugno La stampa Call Center Bp 40 mila chiamate per proporre una soluzione

21 giugno Il Messagggero Summit sulle balene, tra scandali e quote pesca

20 giugno Il Sole 24 Ore Per Bp anche il pericolo uragani

20 giugno Terra Io sto con le Balene

20 giugno Terra Come salvare dal pianeta a iniziare dal Sahara

20 giugno Corriere della Sera Marea Nera Meglio l’isola di Wight Il capo della Bp va in barca a vela

21 giugno Altre notizie, La Marea nera delle corporation

20 giugno Il Messaggero Depuratori e maratone tv Le star contro la marea nera

Consiglio Regionale Straordinario del 23 giugno. Noi c’eravamo e …

venerdì, giugno 25, 2010 17:41

23 giugno – Finalmente a L’Aquila. Consiglio Regionale Straordinario sulla petrolizzazione d’Abruzzo.

Che dire? Ci viene in mente l’immagine del famoso bicchiere, mezzo pieno e mezzo vuoto. Dal momento che non vogliamo essere pregiudizialmente ottimisti né pessimisti cerchiamo di esaminare il contenuto del mezzo pieno e il contenuto che manca ma che avrebbe potuto esserci.

Cominciamo col dire che se si è arrivati a questo appuntamento è perché uno straordinario movimento di comitati, associazioni, singoli cittadini hanno portato alla luce questo problema, circa 3 anni fa, e con un lavoro duro, tenace ed intelligente, lo ha portato all’ordine del giorno. Rinviamo chi volesse approfondire il contenuto della discussione agli interventi dei consiglieri Acerbo, Menna, Caporale, D’Alessandro, Costantini.

Abbiamo sentito così porre in quell’aula problemi che assillano i cittadini abruzzesi, insieme a precise richieste affinché la Regione:
•    Indichi un tavolo di lavoro aperto alla partecipazione di associazioni e comitati che si battono contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, al fine di individuare tutte le necessarie strategie amministrative e legislative e di preparare una nuova legge regionale che non presti il fianco a impugnazioni;
•    Assuma una forte presa di posizione politica contro la petrolizzazione del mare, i rischi certi del crescere dell’inquinamento da idrocarburi e quelli possibili di disastri (vedi Louisiana), rivendicando la competenza della Regione sugli insediamenti petroliferi all’interno delle 12 miglia di acque territoriali;
•    Utilizzi tutte le pianificazioni di settore di cui la regione si è già dotata e altre di cui dovrà dotarsi, come la Gestione integrata e sostenibile delle zone costiere, al fine di garantire esclusioni o predisporre limitazioni alle attività petrolifere sul territorio e in mare;
•   Respinga tutte le nuove proposte di ricerca e di estrazione di idrocarburi (individuando tutte le possibilità per chiedere la revoca delle concessioni già rilasciate), fino a quando non sarà definita una organica strategia di gestione della problematica;
•    Si doti di strumenti per una reale informazione e partecipazione dei cittadini su richieste e concessioni per attività di ricerca e estrazione di idrocarburi, sugli effetti negativi che queste hanno sulla salute e sull’ambiente, nonché sulla promozione di buone pratiche e stili di vita volti al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi di fonti fossili.

Nel bicchiere mezzo pieno ci mettiamo anche il presidente Chiodi che dichiara la sua totale condivisione delle preoccupazioni espresse dall’opposizione e che dice di essere fortemente convinto che il futuro dell’Abruzzo non trarrebbe nessun beneficio dalla petrolizzazione.
Andando ad esaminare il bicchiere mezzo vuoto, lo troviamo paradossalmente pieno di concetti che Chiodi ha già espresso nelle numerose interviste di questi tempi:
•    che il Centro Oli non si è fatto e non si farà;
•    che la Regione in questi mesi non ha rilasciato nessun permesso o autorizzazione nemmeno per richieste di prospezione petrolifere (ma non c’era la vecchia legge regionale scaduta il 31 dicembre scorso?);
•    che il problema è il conflitto di competenze Stato – Regione e che è meglio risolverlo con l’aiuto… del Governo, che con una mano impugna le sue leggi e le fa annullare dalla Corte Costituzionale, e con l’altra gli redige una bella legge che permette il petrolio e contemporaneamente rispetta la salute, il territorio e l’economia degli abruzzesi.
Con una novità: che, se proprio si vuole, ci teniamo la nuova legge 32 del dicembre scorso finché la Corte Costituzionale non l’annullerà (il che potrebbe avvenire entro un mese) e poi tiriamo fuori dal cassetto le proposte di modifica e vediamo il da farsi. E poi che la competenza sulle piattaforme off-shore è tutta dello Stato, ignorando che una più attenta considerazione della correttezza degli iter amministrativi delle richieste delle Compagnie Petrolifere operanti in mare, come la Regione Puglia insegna, di fatto ostacola il Far West petrolifero in atto nel nostro mare:
Purtroppo nel bicchiere mezzo vuoto vediamo divisioni e protagonismi politici cui dovremmo essere avvezzi ma, in quanto non politici ma cittadini che hanno scelto un impegno che li porta a doversi confrontare con i riti (necessari?) spesso poco appassionanti della politica, non possiamo non condannare. Così come quando i rappresentanti dei Verdi e di IDV, che pure erano firmatari del documento comune presentato al dibattito del Consiglio Regionale, hanno illustrato proprie proposte aggiuntive che, pur lodevoli nel merito, hanno dato occasione a Chiodi di aggiornare la seduta per approfondimenti e rinviare così l’approvazione di un documento unitario ad un prossimo Consiglio.

Da ultimo: dov’erano i sindaci, i rappresentanti di categorie produttive che in questi mesi hanno aperto gli occhi sull’Abruzzo nero che si sta preparando e hanno sfilato con noi a S. Vito, a Lanciano, hanno votato mozioni e OdG, hanno presentato osservazioni per contrastare il rilascio dei nuovi permessi di ricerca e di estrazione? In Consiglio Regionale c’erano solo il Sindaco di Pineto e un Consigliere del Comune di Torano Nuovo.
Agli assenti, come ai rappresentanti delle categorie, vogliamo ricordare che la loro presenza nelle sedi istituzionali, è importante per vigilare sul rispetto degli impegni presi e che questo compito non può essere delegato eternamente a coloro che, in questi anni, hanno dato la sveglia a chi dormiva.
Serve collaborazione, non ringraziamenti!

Comunicato Stampa di Emergenza Ambiente Abruzzo