Pagina de “Il Centro” del 28 agosto
Una ricerca del CNR, pubblicata su "Epidemiologia & Prevenzione" ed effettuata su un campione di 262 persone che abitano tra Gela, Butera e Niscemi, nell’area vicina all’impianto petrolchimico, evidenzia che ben il 20% dei soggetti sottoposti ad analisi del sangue presenta concentrazioni rilevanti di metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio e rame. Nelle urine sono state scoperte tracce di arsenico circa 1600 volte oltre la soglia limite. E nell’area in esame si muore di tumore molto più che in altre zone.
La ricerca ha coinvolto casalinghe, impiegati e giovani sotto i 44 anni e non si tratta di operai dello stabilimento petrolchimico. Estendendo la proporzione sull’intera popolazione circa 20 mila persone rischierebbero l’avvelenamento grazie al polo idustriale della città, esteso per 500 ettari, comprendente raffinerie e impianti petrolchimici alimentati da una centrale termoelettrica.
Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, ha coordinato la ricerca e non nasconde la sua preoccupazione: ”L’impatto ambientale e’ indubitabile. In mare, nelle acque, sulla terra ci sono concentrazione di metalli superiori fino a un milione di volte i livelli accettabili. L’arsenico non era gia’ presente in forme naturali, come dice qualcuno, ma e’ stato immesso dall’uomo”. Secondo il ricercatore, inoltre, ”l’arsenico e’ un composto che non rimane a lungo nel corpo. Le grandi quantita’ che abbiamo trovato dimostrano che l’esposizione e’ tutt’ora in corso”.
Consigliamo a tutti i nostri lettori di leggere la presentazione in power point realizzata dalla professoressa M.R. D’Orsogna sull’impatto delle attività petrolifere in Abruzzo. Potrete così avere un’idea complessiva delle dimensioni del problema
Trovate la presentazione al link seguente:
http://www.csun.edu/~dorsogna/h2spublic2.pdf
Documento elaborato e firmato da 88 dirigenti medici dell’azienda USL Chieti- Ortona contro il Centro Oli per i rischi relativi alla salute e alla qualità della vita.
Lo studio ambientale e relativo aggiornamento sul centro oli di Ortona a cura del Consorzio Mario Negri Sud (Centro di ricerche farmacologiche e biomediche di Chieti
Lo studio è stato condotto dai professori Maria Rita D’Orsogna e Thomas Chou