Category “Il caso Basilicata”

Governo: sì al petrolio, no alle energie rinnovabili!

martedì, 1 marzo, 2011

Dibattito e presentazione libro “Abruzzo color petrolio”

Di Enzo Di Salvatore

sabato 5 marzo · 9.30 – 12.30
Palazzo della Provincia – Sala Figlia di Iorio

Piazza Italia   Pescara

Petrolio in Abruzzo: risorsa o minaccia?

La tavola rotonda è coordinata da Antonella Allegrino – Presidente dell’Associazione “Art. 3″ e Consigliere Provinciale.

Durante l’incontro sarà presentato il libro “ABRUZZO COLOR PETROLIO” di Enzo Di Salvatore.

- Interverranno:

Teodoro Calabrese – Vice Direttore Confindustria Chieti
Carlo Costantini – Consigliere Regionale
Giovanni Damiani – Presidente Eco Istituto Abruzzo
Mario Lattanzio – Assessore Ambiente Provincia di Pescara
Luciano Monticelli – Sindaco di Pineto
Emilio Nasuti – Presidente Prima Commissione Bilancio Regione Abruzzo

Sono previsti interventi delle associazioni Comitato NO petrolio,   del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni e  del WWF.

Per l’occasione saranno esposte alcune opere di artisti italiani e stranieri espressamente dedicate al tema del petrolio in Abruzzo.

La mostra internazionale di “”arte postale” è curata da Maura Di Giulio.

L’evento è organizzato dall’associazione “Art. 3″.


Si svolgerà a Matera e Viggiano, nei giorni 3, 4 e 5 marzo prossimi la conferenza internazionale “Petrolio ed ambiente” con la partecipazione di esponenti nazionali e regionali in materia di sanità, economia e sviluppo delle fonti fossili in Basilicata.

L’intento, molto più ambizioso della tavola rotonda dei giorni scorsi a Chieti (vedi video ),  è sempre quello : mostrare come petrolio, ambiente  e sviluppo possono procedere assieme e anzi come il petrolio possa essere un fattore di promozione della qualità dell’ambiente e motore per lo sviluppo di tutta una regione. Cosa non verificata nell’esperienza della Basilicata, e non solo, che dopo un’esperienza più che decennale, presenta i più alti indici di emigrazione, disoccupazione giovanile, interi territori inquinati e con un’agricoltura sofferente.   Il primo serio monitoraggio ambientale, dopo un decennio di estrazioni, è partito in questi giorni.

Intanto,   stando all’« Annuario 2009 – Sanità e salute» dell’Istat, i lucani sono primi in Italia per malattie croniche e, nel Mezzogiorno, sono quelli che contano più morti a causa di problemi respiratori e tumori (La Gazzetta del Mezzogiorno). Le cause sono tutte da accertare ma nessuno può dimenticare la leggerezza con cui in tutti questi anni si è continuato ad estrarre e lavorare idrocarburi in  Basilicata.

A questa Conferenza i Lucani rispondono con una  Contro-conferenza e un Question-time con tutte le domande a cui da anni la Regione e le compagnie petrolifere non hanno mai dato risposta, alla faccia della trasparenza e dei bei discorsi di compatibilità ambientale.

Questa proterva volontà di proseguire in un tipo di approvigionamento energetico, basato sul petrolio e sul nucleare, e che arricchisce le multinazionali del petrolio e le grandi imprese, trova purtroppo conferma nel decreto che il Governo voterà giovedì prossimo in cui si darà un taglio mortale  allo sviluppo del fotovoltaico, con il falso argomento dei costi eccessivi dovuti agli incentivi per le rinnovabili.

Siamo lontani da ogni discorso di transizione verso un’economia post-carbone a cui tutti gli stati si stanno preparando e ci avviciniamo pericolosamente al fallimento degli obiettivi imposti da Kyoto e dalla UE.




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uestion Time Petrolio. Ovvero, le domande alle quali
inda anni la Regione e le compagnie minerarie non danno risposte.
Le darà la conferenza di Matera e Viggiano organizzata dall’Eni e dalla Regione Basilicata?

Question Time Petrolio. Ovvero, le domande alle quali
da anni la Regione e le compagnie minerarie non danno risposte.
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A PROPOSITO DI CONVEGNI CHE SI TENGONO A CHIETI

martedì, 15 febbraio, 2011

Scrivevamo sabato 5 febbraio del protocollo firmato tra Confindustria Chieti e alcuni sindacati in cui, con il preteso sviluppo dell’ economia e delle industrie locali e facendo balenare la prospettiva di nuovi posti di lavoro, si chiedeva a regione e amministratori locali di aprire alla petrolizzazione,  sostenendo la compatibilità delle ragioni del petrolio con quelle dell’agricoltura, del turismo e dell’ambiente e financo della salute umana.

Su questa strada, proseguendo la martellante campagna pro-petrolio, il geologo prof. Rainone, che si è assunto l’incarico di  difendere le (poco difendibili in Abruzzo) ragioni del petrolio,  indice  una giornata di studio il 18 febbraio presso l”Università di Chieti:     GLI IDROCARBURI IN ABRUZZO: CONOSCENZA, TERRITORIO, IMPRESA E LAVORO.

Come le ragioni del petrolio siano, in modo soverchiante,  presenti nei relatori del convegno, viene illustrato molto bene da Maria Rita D’orsogna nel suo blog.

Bisognerebbe spiegarle in giro per il mondo e soprattutto in quei paesi, Africa, Asia e America Latina, verso cui   la nostra sensibilità di paesi  “progrediti” non ci permette un’attenzione vigile e partecipe. Per cui a volte un piccolo artificio, come in  questo video,  ci permette di guardare  “dietro”  l’accattivante immagine pubblicitaria che ci arriva dagli schermi televisivi  Immagine anteprima YouTube.

Certo, siamo in Italia, ma anche la Basilicata lo è:  anche se, dopo più di 10 anni dagli accordi sottoscritti tra ENI e Regione Basilicata, solo da poco si sta procedendo al monitoraggio ambientale, e che monitoraggio !

E se a proposito degli effetti dell’ idrogeno solforato si è abbondantemente parlato, dell’ insidia delle polveri sottili e delle nanoparticelle ci parla il professor Domenico Angelucci, docente di Anatomia Patologica Università “G.D’Annunzio” Chieti, Responsabile del Registro Tumori della Provincia di Chieti.

Gli Abruzzesi hanno capito, e le 50.000 firme che i comitati di cittadini hanno raccolto lo testimoniano, che l’Abruzzo, per le mille ragioni che abbiamo illustrato in decine di dibattiti, banchetti, manifestazioni, non è terra da petrolio.

Se non tutti l’hanno capito, noi siamo qui, testardi come gli abruzzesi e saremo a Chieti venerdì 18, assieme a NSC e le altre associazioni

Stop alla ricerca petrolifera nel Mar Jonio. E la nostra costa?

domenica, 6 settembre, 2009

Finalmente la Basilicata ottiene di bloccare lo sviluppo di nuove concessioni in mare.

La notizia del 3 SET è così riportata dall’Ansa – Il Ministero dell’Ambiente esprimera’ ”parere negativo alla ricerca” di idrocarburi nel mare Jonio presentato dalla ‘Appennine Energy’. Il dicastero accogliera’ le ”osservazioni” della Regione Basilicata. Stamani, a Roma, al Ministero dell’ambiente, rappresentanti del dipartimento ambiente della Regione hanno espresso ”contrarieta”’ ad attivita’ di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio. L’istanza di ricerca è la «d148 DR-Cs» presentata dalla Appennine Energy. Il tratto di mare lucano interessato alle perforazioni è una fascia marina  tra Nova Siri e Metaponto, ovvero tutto il tratto di mare compreso tra le foci dei fiumi Sinni e Bradano, dalla costa fino a circa 5 km. verso il mare aperto, per un totale di 162, 28 kmq. l’Appennine Energy è una società di proprietà della Consul Service a sua volta di proprietà della Consul Oil & Gas, una srl con sede a Londra, che ha chiesto nel 2006 un permesso di ricerca in mare che interessa l’intero golfo di Taranto (fino a Santa Maria di Leuca). La pressione delle associazioni turistiche, agroalimentari e ambientaliste della Basilicata riunitesi in un cartello per il no alle trivellazioni ha ottenuto però ottenuto il blocco delle concessioni. La decisione, "è stata salutata positivamente" da Nicola Lopatriello, sindaco di Policoro, comune del Marano sulla costa jonica. “Siamo fermamente contrari alle perforazioni in mare perché ritengo che sia un’ulteriore violenza del territorio e un danno per tutto il turismo del comprensorio", ha affermato Lopatriello.

Soddisfazione anche da parte del presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, per il quale lo stop alle esplorazioni nello Jonio va incontro alle aspettative della comunità lucana. "Una popolazione che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra, luogo vocato, per le sue eccellenze, al turismo e all’agricoltura”. Ci sono motivazioni di carattere tecnico che non possono essere ignorate – ha dichiarato Vincenzo Santochirico, vicepresidente della Giunta e assessore regionale della Basilicata, riferendosi alla decisione del Ministero  dell’Ambiente di accogliere le osservazioni della Regioneche riguardano la  distanza dalla costa della zona indicata per svolgere le  attivita’ di ricerca, nonche’ i problemi relativi al fenomeno  dell’erosione e all’arretramento della linea di costa. E’ impensabile, in ogni caso, prevedere attivita’ di perforazione  in un’area caratterizzata dalla presenza di insediamenti, infrastrutture e attivita’ di preminente interesse per lo sviluppo turistico. Di fronte a rischi concreti - ha concluso l’assessore – la Regione sosterra’ ogni sforzo per continuare a  difendere e preservare un patrimonio fondamentale per lo  sviluppo della Basilicata”. Nonostante il parere delle regioni abbia puramente valore consultivo, il ministero dell’Ambiente ne ha accolto e riconosciuto le motivazioni. Un risultato, quello ottenuto dall’unione delle forze economiche, sociali e politiche lucane che rende chiaro come la volontà della comunità locale sia imprescindibile nelle scelte energetiche nazionali. Ci aspettiamo che anche la nostra amministrazione regionale si opponga allo scempio pianificato dalle multinazionali del petrolio. Potrebbe iniziare, ad esempio, dalla tutela della costa dei trabocchi, presentando un’istanza per bloccare la richiesta della Vega Oil di un nuovo pozzo a 7 km dalla costa di Ortona (la scadenza per le osservazioni da presentare al ministero è alle porte, il 20 settembre) o bloccando l’avanzamento del progetto Ombrina Mare 2, ormai dato per scontato dalla Medoil, come autorevolmente confermato da Oil Voice del 26 giugno

 

 

 

Centro Oli Viggiano – Anno Zero

lunedì, 27 aprile, 2009

Video trasmesso da Anno Zero sull’estrazione di petrolio in Basilicata e sul centro oli di Viggiano

Immagine anteprima YouTube

Basilicata – VEL.E.N.I. IN VAL D’AGRI

lunedì, 27 aprile, 2009

Questo documentario racconta perché viene permessa l’estrazione di petrolio in Basilicata e quali sono le conseguenze.

Immagine anteprima YouTube

La Val d’Agri tra Parco e Petrolio

domenica, 19 aprile, 2009

Osservazioni e valutazioni sulla ricerca ed estrazione di petrolio nell’area del parco nazionale della Val d’Agri

Petrolio in Val d’Agri

Il caso di Basilicata

domenica, 19 aprile, 2009

Spunti di riflessione sul petrolio in Basilicata

A cura di Salvatore Martire

Il caso Basilicata