Category “Mediterranean Oil & Gas”

Sabato 7 maggio, tutti a Termoli

mercoledì, 27 aprile, 2011

NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE!

POTETE LEGGERE QUI IL COMUNICATO E LE NUMEROSE ADESIONI CHE STANNO TUTTORA PERVENENDO.

PER LA MANIFESTAZIONE PARTIRA’ UN  PULMANN  DA ALBA ADRIATICA, CON FERMATE A TORTORETO-GIULIANOVA-PINETO-PESCARA-LANCIANO, SABATO INTORNO ALLE ORE 7,30.
CHI VOLESSE PARTECIPARE CE LO FACCIA  SAPERE AL PIU’ PRESTO,  CHIAMANDO AL 3273286204 .

E-Mail info@no-petrolio-abruzzo.com

CHIETI, UN’OCCASIONE PERSA

domenica, 20 febbraio, 2011



Eravamo andati curiosi e un po’ intimiditi alla Tavola Rotonda di Chieti, organizzata dal geologo prof.Mario Rainone, direttore del Centro ricerche Sperimentali per le Tecnologie  dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, su “Gli idrocarburi in Abruzzo: conoscenza,territorio, impresa e lavoro”, venerdì scorso.

Curiosi, perchè volevamo sentire le “ragioni del petrolio” in Abruzzo, visto che in questi due anni, dopo aver contattato decine di migliaia di cittadini e aver raccolto 50.000 firme, il nostro e gli altri  comitati contro la petrolizzazione  queste ragioni non le hanno mai sentite esporre. Almeno che avessero un qualche fondamento.

Intimiditi perchè una scienza super partes, incarnata nella persona del dott. Rainone, con questa tavola rotonda si proponeva di sottrarre questo discorso ai cittadini ignoranti e superstiziosi e di riportarlo nell’ambito di una visione logica e razionale.

In realtà questo convegno, di cui Nuovo Senso Civico metterà fra alcuni giorni in rete un video con gli interventi più significativi, appariva da subito squilibrato e di parte.

Nella composizione dei relatori  introduttivi e soprattutto, come  qualcuno è riuscito a osservare nel brevissimo spazio finale concesso agli interventi del pubblico, nella presenza esclusiva, tra gli invitati, dei rappresentanti e titolari delle industrie petrolifere e del relativo indotto.  Le ragioni dell’agricoltura, del turismo, del commercio e della salute sono state completamente epurate!!   E la Regione, invitata  nelle persone del Presidente Gianni Chiodi, del vice-presidente e assessore allo Sviluppo Economico Alfredo Castiglione, dell’ assessore al Turismo, Ambiente e Energia, Maurizio Di Dalmazio, che avrebbe potuto difenderle, ha preferito, ancora una volta,  dare forfait.  (A dire il vero, a sostegno della vocazione alla promozione turistica e alla tutela dell’ambiente, dell’ENI e Compagnie varie, sono state citate iniziative benemerite come la catena dei Motel AGIP (!)  e la selva di piattaforme estrattive al largo della costa emiliana- romagnola che richiama frotte di turisti a bagnarsi nelle chiare acque della regione!  Sono apparse però, al folto pubblico presente, alquanto azzardate. )

E lo stesso promotore Rainone, presentatosi come rappresentante  della scienza e dell’obiettività, e difensore di ” scelte razionali e vantaggiose per il territorio”  è incorso in due episodi che lo hanno lasciato annichilito e irremediabilmente spogliato della sua auto-promozione.

Infatti, la sua documentazione, consistente in una slide, a sostegno della sua tesi preferita che non è l’industria petrolifera che inquina, bensì l’agricoltura, è miseramente crollata di fronte alla contestazione del dottor Massimo Colonna, chimico, presente tra il pubblico, vero autore del documento esibito da Rainone, che ha mostrato essere arbitrario e scientificamente scorretto trarre quelle conclusioni da uno studio senza collocarlo nel suo contesto e privandolo delle coordinate e dei riferimenti scientifici che solo possono portare a conclusioni corrette.

Come se non bastasse, è emerso che il prof. Rainone ha curato e sottoscritto le contro-osservazioni, per conto della Compagnia Petrolifera Forest Oil, alle osservazioni presentate alla Regione Abruzzo da centinaia di associazioni e cittadini contrari alle trivellazioni al lago di Bomba!

Non ci è possibile qui riprodurre l’insieme degli argomenti esposti, rinviamo chi vorrà documentarsi ai video che prontamente vi segnaleremo non appena saranno in rete.

Possiamo solo sottolineare la sgradevole constatazione di una discussione anti-storica,  svoltasi in un ambiente irreale in cui non arriva neanche l’eco delle cose che avvengono nel mondo e nell’ecosistema planetario, con  un’idea di futuro in cui lo sviluppo prosegue inossidabile lungo vecchi binari, in cui è assente ogni idea di progettualità e di priorità,  in cui non c’è posto per i giovani se non come tecnici e geologi addetti all’industria estrattiva, in cui continueremo a divorare petrolio con le nostre auto (siamo il secondo paese al mondo, dopo gli USA, per numero di autoveicoli) per lunghi decenni, ignorando che il crack petrolifero potrebbe essere alle porte e sarebbe ancora peggiore del crack finanziario di questi anni e che, come questo, arriverà all’improvviso (e  dovremmo fronteggiarlo con i 12 giorni di autonomia che ci darebbe il petrolio abruzzese!).

Un discorso inconsistente, a difesa di pochi interessi corporativi che vorrebbe, con incredibile superficialità, operare il miracolo di mettere assieme petrolio e Abruzzo verde.

Note positive sono venute  dai senatori Legnini e Ferrante, del PD che, ribadendo la necessità di fuoruscire, anche se gradualmente, dal petrolio, hanno affermato che comunque, in Abruzzo il gioco non vale la candela e che si tratta di avviare a maturazione ciò che c’è e non di fare ciò che non c’è.  Anche il  presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio , ribadendo il no alla petrolizzazione della regione, ha proposto la costituzione di un tavolo, questa volta realmente rappresentativo di tutte le realtà politiche, sociali, culturali ed economiche, che finalmente approdi ad una soluzione del problema.

La MedOil cola a picco

martedì, 19 ottobre, 2010

“Mediterranean Oil & Gas, an AIM-listed energy minnow, is also up for sale. Adviser CIBC has sent potential buyers a flier, asking for bid proposals to be submitted by mid-November with preference given to those bidding for the entire company” (The Indipendent, sabato 17 Ottobre).
Così, con poche righe, si annuncia la messa in vendita della Mediterranean Oil &Gas, per gli “amici” Medoil Gas, già finanziariamente in cattive acque negli anni scorsi, colata a picco nelle acque agitate di Ombrina Mare.
E che i rischi fossero molti lo conferma  Gunter Oettinger. Il Commissario europeo per l’Energia  annuncia per i primi mesi dell’anno prossimo una serie di norme di sicurezza obbligatorie per le Compagnie petrolifere, tra cui la distanza di 200 miglia dalla costa, obbligo di intervento e di risarcimento da parte delle compagnie (la Medoil non sarebbe stata in grado di risarcire un bel niente neanche se fosse stata costretta), supervisione di esperti esterni e indipendenti  sui controlli.
Ma le multinazionali non demordono e continuano ad operare in dispregio di tutte norme di precauzione. Tutti sanno che le trivellazioni sotterranee contribuiscono pericolosamente al fenomeno della subsidenza, che mette a rischio Venezia  e larghe zone del Polesine. Questo non scoraggia la AleAnna  Resources dall’inoltrare un’istanza di permesso  di ricerca su una superficie di oltre 1.220 km. quadrati del basso Veneto. (Leggi articolo – Polesine in PDF)
Ma se da noi si procede con tanta leggerezza, nei paesi  dove la democrazia e la coscienza dei diritti sono ancora embrionali si può tranquillamente ignorare i misfatti delle compagnie che lucrano sulle risorse locali e risparmiano anche usando tecnologie vecchie e pericolose. Come ad esempio in Kazakistan, dove un consorzio formato da 4 multinazionali con l’ENI in testa, dal 2000 estraggono gas avvelenando le popolazioni locali. Come fanno?  Leggetelo qui

Immagine anteprima YouTube

Bocciato il progetto Ombrina Mare

mercoledì, 13 ottobre, 2010

Quattro giorni fa M.R. D’Orsogna anticipava sul suo blog: “Ombrina Mare sull’orlo della bancarotta”.

Adesso abbiamo il piacere di segnalarvi questa prima vittoria, ottenuta dai cittadini abruzzesi, sulla prepotenza delle compagnie petrolifere.

La notizia:
Nella seduta di giovedì 7 ottobre 2010 la Commissione Valutazione Impatto Ambientale (VIA) nazionale ha espresso parere negativo sul progetto Ombrina Mare della Mediterranean Oil and Gas. Ecco le motivazioni espresse dalla commissione Via nazionale sul progetto della Medoil Gas:

CONSIDERATO che le osservazioni presentate da Enti Pubblici e Privati, da Associazioni, esercizi
commerciali e singoli cittadini attengono nella quasi totalità dei casi a:
• timore di nocumento per lo sviluppo turistico;
• timore di degrado ambientale per la presenza di una nuova torre di perforazione;
• impatto negativo di traffico, presenza di strutture a mare, smaltimento rifiuti, rilascio metalli pesanti…..(leggi il testo delle motivazioni in PDF)

Dobbiamo constatare, purtroppo, che il Presidente Chiodi, il quale non ha mai ritenuto di dover dire una parola su ciò che le compagnie petrolifere andavano facendo per i nostri mari, continua a disattendere l’impegno di riconvocare il Consiglio Regionale sulla petrolizzazione.
Cosicchè, avendo il Governo chiesto l’annullamento della legge regionale approvata l’anno scorso, potremmo trovarci prima della fine dell’anno in un completo vuoto normativo, alla mercè delle compagnie, che hanno già riaperto gli iter burocratici  per le concessioni di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi in tutta la nostra regione.

Mobilitiamoci, in tutte le sedi, per impedire che questo accada.

Riprende l’assalto delle multinazionali del petrolio sulla terraferma

martedì, 20 aprile, 2010

Nonostante le dichiarazioni rassicuranti fatte alla stampa nei giorni scorsi dal Presidente Gianni Chiodi sulla capacità della legge 32/2009, oggi impugnata dal governo, di fermare l’avanzata della petrolizzazione, puntuale e ampiamente previsto, allo scadere della moratoria, riparte l’assalto delle multinazionali del petrolio
Il sito del Ministero per lo Sviluppo Economico comunica infatti la ripresa degli iter burocratici per le concessioni di ricerca e coltivazione degli idrocarburi in terraferma in tutta la regione.
In particolare, per quel che concerne la provincia di Teramo:

  • Si sarebbe già tenuta il 16 febbraio scorso la Conferenza dei Servizi relativa all’ Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma Colle dei Nidi, avanzata da Medoil Gas Italia, Gas Plus Italiana e Petrorep Italiana, che interessa i comuni di Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Sant’Omero, Spinetoli, Torano Nuovo, Tortoreto
  • •Risulta convocata per il prossimo 23 di aprile la Conferenza dei Servizi relativa all’Istanza di Permesso di Ricerca in Terraferma Corropoli, richiesta della JKX Italia, acquisita dalla Medoil Gas Italia, che interessa i comuni di Alba Adriatica, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Notaresco, Roseto degli Abruzzi, San Benedetto del Tronto, Sant’Omero, Spinetoli, Tortoreto
  • •Riprende la VIA per le concessioni VillaMazzarosa (richiesta della Medoil Gas sul territorio di Pineto e Roseto degli Abruzzi), Cipressi (richiesta ENI sul territorio di Atri, Castiglione M. R., Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant’Angelo, Elice, Montefino, Notaresco, Penne) e Villa Carbone (richiesta Gas Plus Italiana e Medoil Gas Italia sul territorio di Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Teramo)

Per quel che concerne le altre province segnaliamo:

  • la presentazione della VIA per l’istanza di permesso di ricerca San Rocco (richiesta da Compagnia Generale Idrocarburi per i Comuni di Casalbordino, Pollutri, Torino di Sangro, Vasto, Villalfonsina) il 24 marzo scorso e la ripresa del procedimento VIA relativo all’ istanza di permesso di ricerca  San Venere (ad opera di Eni e Gas Plus Italiana sul territorio di Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore)

Il Comitato abruzzese Difesa dei Beni Comuni ha inviato oggi a tutte le amministrazioni comunali teramane interessate dal procedimento, all’amministrazione provinciale e alla Direzione Ambiente della Regione Abruzzo, una formale richiesta di chiarimenti sulle conferenze  dei servizi sopracitate. In particolare alle istituzioni comunali è stato chiesto di rendere conto delle convocazioni ricevute, delle eventuali partecipazioni a tali appuntamenti e per il permesso Colle dei Nidi, la consultazione del verbale.

Il Comitato chiede una ferma e pronta risposta a tutti gli enti di gestione del territorio ed in particolare a quelli che nei mesi scorsi hanno deliberato la propria totale contrarietà a nuovi insediamenti petroliferi. L’avanzamento delle nuove richieste può e deve essere respinto proprio in questa fase in cui le istituzioni locali sono chiamate a partecipare in maniera attiva alla realizzazione dei progetti. Si può intervenire creando una collaborazione concreta tra gli enti, un coordinamento tra i sindaci e stabilendo strumenti di condivisione di informazioni, risorse e competenze per attivare un fronte comune di difesa del territorio e di promozione di un modello alternativo di sviluppo di lungo periodo.
Il silenzio e la latitanza delle istituzioni costituirebbero invece un ulteriore passo avanti verso lo scempio petrolifero.
Con la differenza, però, rispetto agli anni precedenti, di un più alto livello di partecipazione e di vigilanza dei cittadini, cui tali istituzioni sono chiamate a rispondere

Conquistatori & Perline colorate – Domande per la Medoil Gas

venerdì, 12 febbraio, 2010

Articolo del 25 gennaio 2010

Dell’Abruzzo, forse, gli scandali politici hanno lasciato l’impressione di un terreno di facile conquista. Oppure questa bistrattata regione è rimasta un territorio tanto lontano nell’immaginario collettivo da poter nascondere lo scempio,  “più in la che Abruzzi” diceva infatti Calandrino a Maso nel Decameron, quasi che l’Abruzzo fosse l’ultimo degli avamposti conosciuti. E a questo popolo di pastori, dedito alla transumanza ma poco avvezzo alle cose del mondo, forse si possono ancora rifilare perline colorate in cambio delle ricchezze del territorio. A leggere le richiesta che la MOG ha presentato al Ministero dell’Ambiente questa è l’impressione che se ne ricava.
E allora, vorremmo dire all’italianissimo CEO, Sergio Morandi, della londinese Medoil Gas Plc, che questi selvaggi di abruzzesi hanno imparato a leggere ma non sempre capiscono. Forse allora la sua compagnia potrà darci qualche risposta di quelle che non si trovano tra i documenti ufficiali:
1) Che cosa intendete fare dei 540 kg al giorno di zolfo puro che Ombrina Mare 2, Paragrafo 2.6.2 del Quadro Progettuale, dovrebbe produrre?
2) Nel paragrafo 2.5.5.2 scrivete che i gas provenienti dalle formazioni sono H2S e CO2 e scrivete che entrambi  sono tossici e possono provocare forme di avvelenamento nell’uomo, nella fauna e nella flora. Dite inoltre che le emissioni degli sfiati di blow, che voi stimate in circa 1500 m3/d di gas per depressurarizzazione delle linee in caso di malfunzionamenti o di emergenze, sono saltuarie. Pensate quindi di avvelenarci solo di tanto in tanto?
3) Gli studi dell’ARTA e dell’ISPRA che usate a sostegno della scarsità degli impatti sull’ambiente marino del vostro progetto si riferiscono ad analisi effettuate su campioni prelevati a pochi mesi dall’avvio del pozzo esplorativo. Tali analisi rivelano già una tossicità media. Cosa vi aspettate che accada dopo 24 anni di estrazione e 6 pozzi? Che le acque magicamente si ripuliscano?
4) Interrerete forse, ma non vi è ancora chiaro in questa fase, 12 km di condotte per il trasporto del gas a Santo Stefano Mare. Quale sarà l’impatto sul fondale? Quale l’impatto sulla subsidenza e sull’erosione costiera?
5) La nave Panamax è quella che avete individuato per il progetto Ombrina Mare. Nel Cap. 2.6.2 scrivete che essa avrà le seguenti dimensioni: -larghezza max 33 m circa, -lunghezza max 320 m circa. Secondo voi, però, nel Cap. 4.4.2 l’impatto visivo sarà variabile, di media entità perché la barchetta fumante si disporrebbe, seguendo le correnti e il moto ondoso, in posizioni tali da mostrare nella maggior parte dei casi, una sagoma di dimensioni minori alla sua effettiva lunghezza.
Queste affermazioni forse si riferiscono ad impatto visivo su qualche specie animale non meglio specificata. Oppure voi della Medoil avete tenuto conto dell’elevata incidenza di disturbi visivi nella popolazione abruzzese? I miopi e quelli con la cataratta potrebbero in effetti vedere solo una grande macchia nera. Per la puzza di uova marce contate sulle correnti o siamo in molti ad essere affetti da parosmia?
6) Nel Cap. 2.1 leggiamo che verranno prese in considerazione, dove tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile le Migliori Tecniche Applicabili al fine della riduzione dell’inquinamento. Cosa significa economicamente sostenibile per la Medoil Gas? Per noi è tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile e assolutamente più conveniente che voi non veniate ad avvelenarci e a compromettere il nostro futuro. Così non sarà di nessun costo per voi tentare di ripulirci
7) Da ultimo una domanda quasi banale: quando vi riferite alle necessità nazionali di idrocarburi in nome di quale patria scrivete?  Della gloriosa Inghilterra visto che MedoilGas Italia è un piccolo avamposto della londinese Medoil Gas Plc o della patria del miglior offerente, quella a cui venderete questo prezioso greggio?
Le vostre perline colorate (il 4% di royalties e il pugno incerto di posti di lavoro che creerete) non valgono la salute e la prosperità degli abruzzesi, per quanto qualche amministratore interessato vi abbia potuto far credere che non sia così.
Quello che perderemmo, anche se non vi interessa, è molto di più di quello che ci offrite. La nostra economia si basa sul turismo, sulla pesca, sulle produzioni agro-alimentari di qualità e sui loro indotti commerciali. Settori che sarebbero tutti gravemente danneggiati dal suo progetto, dottor Morandi. Un’analisi minima del contesto socio-economico-ambientale ve lo avrebbe dimostrato senza bisogno di montagne di documenti.
Servono poche parole, invece, per chiarire la realtà dei fatti: gli abruzzesi non vi vogliono e non hanno bisogno di voi.
Se avrete la volontà di rispondere, potete farlo con una semplice e-mail o inserendo un commento in questo post. Pur dubitando di una vostra risposta, porgiamo cordiali saluti.

La sostenibilità per uscire dalla crisi. Ombrina Mare per affossarci?

venerdì, 12 febbraio, 2010

Progetto di riuso a scopo turistico di piattaforme petrolifere

Articolo del 19-gennaio 2010

Il numero dell’edizione italiana del novembre scorso dell’Harvard Business Review (la Bibbia degli economisti) è interamente dedicato all’argomento “Sostenibilità & Innovazione. Promesse e sfide dell’economia verde”. Le prospettive e le tendenze in atto sono chiarissime per gli studiosi. L’articolo centrale della rivista è una ricerca di Nidumolu, Prahalad e Rangaswami sulle ragioni per cui “la sostenibilità è diventata il principale driver dell’innovazione”, nonostante molti CEO, specie negli Stati Uniti e in Europa siano ancora convinti che i benefici sociali dell’economia verde non compensino i maggiori costi. Lo studio, infatti, dimostra che “la sostenibilità è a fondamento di innovazioni organizzative e tecnologiche che fanno aumentare sia gli utili sia il fatturato. L’adozione di una politica rispettosa dell’ambiente fa diminuire i costi perché le aziende finiscono per ridurre gli input produttivi che utilizzano. Inoltre, il processo genera ricavi addizionali derivanti da prodotti qualitativamente migliori, o consente alle aziende di creare nuovi business. In effetti, poiché gli obiettivi dell’innovazione aziendale sono quelli, scopriamo che le aziende avvedute considerano la sostenibilità la nuova frontiera dell’innovazione… La chiave del progresso, specie nei momenti di crisi economica, è l’innovazione…Trattando già oggi la sostenibilità come un obiettivo da perseguire, le aziende più avanzate su questo fronte svilupperanno delle competenze che i concorrenti saranno costretti ad emulare. Quel vantaggio competitivo sarà loro d’aiuto, perché la sostenibilità farà sempre parte integrante dello sviluppo”.
E’ così in tutti i settori. Solo ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del Bollettino sul Turismo Mondiale dell’ultimo trimestre del 2009, il segretario generale dell’UNTWO, Taleb Rafai, ha ricordato come sviluppo turistico, creazione di nuovi posti di lavoro ed economia verde siano strettamente connessi. La resistenza del mercato turistico alla crisi internazionale e le prospettive di ripresa indicano la strada a serie politiche di governo internazionali.
E’ così in tutto il mondo. L’energia eolica è cresciuta del 30% a livello mondiale nel 2009 e, strano ma vero, è cresciuta nelle stesse proporzioni in Italia.
Le riserve di petrolio si esauriranno nel giro di trenta – cinquant’anni al massimo. Allora viene spontaneo chiedersi perché in una regione come la nostra che non conta grandi giacimenti di idrocarburi ma solo piccoli giacimenti e di qualità molto bassa, ci si ostini sull’ultima goccia e si fatichi ad ostacolare un progetto ad impatto devastante come Ombrina Mare 2. In nome di quali ragioni economiche?
La foto alla testa di questo post è dello studio americano Morris Architects che ha elaborato un progetto standard di riuso delle piattaforme petrolifere al largo delle coste USA. Il progetto, chiamato Oil Rig Platform Resort & Spa, ha già vinto due premi importanti: il Grand Prize al Radical Innovation in Hospitality Award e il SARA National Design Award of Excellence, la più alta onorificenza in tema di design della Society for American Registered Architects. Rimandiamo a www.megliopossibile.it per gli approfondimenti

Ombrina Mare 2: Fermiamo il mostro

domenica, 17 gennaio, 2010

Il campo Ombrina Mare 2, come si legge nella SIA presentata dalla Medoil Gas al Ministero dell’Ambiente (che è possibile scaricare alla fine di quest’articolo), presenta le seguenti caratteristiche:

La distanza minima dalla costa è di 6 km (tra Punta Cavalluccio e San Vito Chietino)

Sono previsti oltre alla piattaforma principale 4/6 pozzi (come da foto piccola, tratta dalla documentazione Medoil) in funzione dei risultati minerari  ottenuti

La durata del progetto è di 24 anni

Il trattamento dell’olio, l’addolcimento del gas associato e lo stoccaggio dell’olio prodotto, dell’eventuale acqua di produzione o dello zolfo di recupero dal gas di soluzione, si effettueranno su serbatoio galleggiante (Floating Production Storage Offloading – FPSO, nella prima foto è riportato un modello tipo tratto da internet) ancorato in prossimità della piattaforma. Il gas “dolce” pliocenico sarà esportato, tramite sealine, verso le strutture esistenti del campo di Santo Stefano Mare (12 km di condutture appoggiate sul fondale o interrate).

Tra le righe, la desolforazione e lo stoccaggio verranno effettuati in mare, venendo a mancare, per il momento, il supporto del Centro Oli dell’Eni di Miglianico, considerato come alternativa nel capitolo 2 – (Quadro di riferiferimento progettuale pag 54-56). Purtroppo non verranno a mancare le emissioni di idrogeno solforato.

L’area prospiciente la concessione è un ampio territorio  nel quale la  legge regionale 5 del 2007 ha individuato un “Sistema di aree protette” composto da due riserve esistenti, Punta Aderci a Vasto e Lecceta a Torino  di Sangro, e quattro di nuova istituzione: Grotta delle Farfalle, nei Comuni di Rocca San Giovanni e San Vito Chietino; Punta dell’Acquabella e Ripari di Giobbe nel Comune di Ortona; Marina di Vasto nel Comune di Vasto. Le aree protette più vicine sono la Lecceta e il Fosso delle Farfalle.

All’interno dell’area oggetto di richiesta esistono due aree di ripopolamento ittico

Le prevedibili conseguenze di questo impianto interessano:

  • Inquinamento atmosferico: i gas provenienti dalle formazioni sono, in concentrazione diversa, H2S (Solfuro di Idrogeno) e CO2 (Biossido di Carbonio); entrambi sono tossici e possono provocare forme di avvelenamento nell’uomo, nella fauna e nella flora
  • Inquinamento marino: sversamento in mare di acque piovane contaminate, fango di perforazione e/o oli
  • Aumento del traffico navale e del rischio incidenti petroliere
  • Rischio di incidente piattaforma, pozzi, condotte e conseguente disastro ambientale
  • Interazione con il paesaggio e compromissione/ distruzione del sistema turistico e del suo indotto
  • Danneggiamento del marchio Abruzzo e delle sue connotazioni “verde e blu”, nelle caratteristiche di genuinità  e incontaminatezza
  • Interazioni con la pesca e incompatibilità con le aree di ripopolamento
  • Subsidenza: lungo la costa oggetto dell’intervento sono già presenti alcune strutture offshore (campi di Santo Stefano Mare e Rospo Mare). Nei mesi scorsi sono state presentate ulteriori istanze di permesso di ricerca da parte di Petroceltic Elsa srl,  Vega Oil, Cygam Gas), Il tratto di mare antistante la costa teatina si appresta a diventare definitivamente un colabrodo con conseguenze ad altissimo impatto sotto il profilo della subsidenza

E’ ancora possibile bloccare questo progetto, così come è stato possibile bloccare il centro oli. Una corretta informazione e la massima diffusione delle informazioni tra i cittadini possono impedire che questa mostruosa progettazione avveleni la costa teatina e crei un ulteriore presupposto per nuovi progetti petroliferi in altre aree abruzzesi.

Possiamo tutti produrre delle osservazioni che esprimano contrarietà ad Ombrina Mare 2 motivando le ragioni del nostro rifiuto, anche senza essere dei tecnici. Il pericolo per la salute, l’economia, l’ambiente e la società abruzzese è così alto da richiedere a tutti noi un impegno attivo e la massima collaborazione senza strumentalizzazioni politiche o personalismi.

E’ necessario inviare le proprie lettere tramite raccomandata R.R. a:

Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 Roma

Direzione Generale della Pesca
Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Via dell’Arte, 16
00144 Roma


Nell’Oggetto è opportuno indicare che le osservazioni sono relative all’istanza di concessione di coltivazione“D.30.B.C. – MD” progetto Ombrina Mare presentato dalla societa’ Medoil Gas Italia SPA

Segue un elenco dei documenti/siti utili:

Piani di Sviluppo Medoil

lunedì, 20 aprile, 2009

Operations Report – Annual general meeting 16 th Jan 2009

presentation january 2009