Category “Video”

BATTI IL QUORUM

giovedì, 9 giugno, 2011

1000 piazze per il referendum

L’8, il 9 e il 10 si terranno feste in tutte le città. Il 13 spoglio in Piazza Navona, a Roma

“Il comitato referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune e quello Vota Sì per Fermare il Nucleare chiamano tutti i cittadini che hanno sostenuto l’acqua pubblica e lo stop all’atomo in Italia a partecipare alle iniziative di conclusione della campagna referendaria che saranno organizzate in migliaia di piazze italiane il 9 e il 10 giugno”. Così i due comitati per acqua e nucleare annunciano le iniziative di chiusura della campagna referendaria.

Usa queste ultime ore per convincere gli indecisi ad andare a votare. Non è un voto per o contro i partiti, ma un voto per noi e i nostri figli.

Il 12 e il 13 giugno, batti il quorum!

Vota 4 sì

1 sì  perchè  l’acqua è un bene comune e non può essere privatizzata

1 sì perchè sull’acqua non si possono fare profitti

1 sì  contro il nucleare

1 sì per la legalità

Attenzione  !

Le schede dei referendum potrebbero esseredi tipo “carta copiativa

Questo  significa che, se le sovrapponi durante il voto, si segnano anche quelle sotto così poi vengono annullate.




Non sappiamo se sia ancora così, ma per precauzione votiamo scheda per scheda.

Diffondiamo per evitare l’annullamento di voti importanti !!!

Il nostro Comitato sarà a Teramo dal pomeriggio di venerdì 10 col proprio gazebo.

martedì, 24 maggio, 2011

CONCLUSA LA GRANDE CAMPAGNA DI RACCOLTA DELLE FIRME

Venerdì 20 maggio, in una conferenza stampa presso la sede del Comune di Lanciano, Nuovo Senso Civico e il Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, hanno presentato le 50150 firme raccolte “per la revoca di tutti i permessi di ricerca,coltivazione e lavorazione di idrocarburi, sull’intero territorio della regione Abruzzo e sul mare antistante le sue coste”.


Si conclude così, con la piena realizzazione dell’obiettivo prefissato, una grande campagna di informazione e di sensibilizzazione che ha coinvolto tutto il territorio abruzzese e ha portato il tema della petrolizzazione della nostra regione e dei suoi rischi alla consapevolezza di di tutti i cittadini e delle Amministrazioni locali, spesso ignare di come un Abruzzo nero si stesse preparando al posto dell’Abruzzo verde che conoscevamo.

Alessandro Lanci e Claudio Censoni, presidenti dei due comitati, assieme al senatore Enrico Graziani ed Antonello Tiracchia, hanno illustrato, davanti a giornalisti e inviati di televisioni locali e del TG3, le motivazioni alla base di questa grande campagna di raccolta firme, autofinanziata e sostenuta solo dalla grande passione civile di centinaia di militanti di comitati e associazioni di cittadini. Una grande esperienza di democrazia e un corale ALT a quanti  ritengono di poter imporre scelte inaccettabili sulla testa dei cittadini.


Le firme saranno consegnate al Ministro dello Sviluppo Economico e p.c. al Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Abruzzo, al Parlamento Europeo,  ai Gruppi Parlamentari e ai Gruppi Consiliari della Regione Abruzzo e alla forze politiche.


Intanto ci è giunta la notizia che il pozzo Elsa 2, davanti a Punta Aderci, al largo di  Vasto e per il quale era stato chiesto il permesso di ricerca per idrocarburi nell’estate  2009, è stato sonoramente bocciato. Questa istanza di permesso di ricerca è stata la prima ad essere contestata dalle osservazioni contrarie promosse per iniziativa di Maria Rita Dorsogna.

Dopo Ombrina, un’altra piattaforma affondata!


Ringraziamo tutti quanti voi che ci avete accompagnati e sostenuti in questo duro ma proficuo sforzo e vi ricordiamo che un’altra grande e importante battaglia è in corso questi giorni perchè i cittadini siano informati e vadano a votare il referendum del prossimo 12 giugno.


Il nostro comitato si è attivamente impegnato sul referendum “per l’acqua bene comune” costituendo un comitato locale Alba Adriatica-Tortoreto che, dopo le prime assemblee con i cittadini e le associazioni, per allargare a tutti la partecipazione a questa battaglia civile, sarà presente con banchetti informativi sabato mattina ad Alba Adriatica davanti al Conad e a Tortoreto al mercato di via Carducci e tutte le domeniche ad Alba, sul lungomare, rotonda Nilo (Bambinopoli), e a Tortoreto lido alla rotonda di via Carducci.

Dopo l’oscuramento mediatico e i tentativi di scipparci il diritto di esprimerci su temi importantissimi,è importante l’impegno di tutti nei modi e nelle forme che troveremo più efficaci per informare e raggiungere il quorum.

Ricordiamoci che la democrazia vive solo dove c’è il cittadino informato, non il suddito imbrogliato.

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Noi ci  troverete lì e altrove con altre iniziative.

PETROLIO: TRE REGIONI IN RIVOLTA

venerdì, 15 aprile, 2011

Ci risiamo! L’offensiva delle compagnie petrolifere è a tutto campo, Petroceltic,Northern Petroleum.  Sotto tiro isole Tremiti (un permesso di ricerca ufficializzato dalla Prestigiacomo il 29 marzo scorso), Pantelleria, canale di Sicilia, mare pescarese (un primo parere favorevole di VIA, per ricerche a 5 miglia dalla costa),  vastese e pugliese (sette progetti presentati).

Ma ora la risposta si fa più dura, con la Puglia tutta intera, gli amministratori locali del Molise, le associazioni, i comitati, gli ambientalisti, le forze politiche,civili e sociali.

E le Regioni Abruzzo e Molise?

Il Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, denuncia,senza mezzi termini:

«Va sottolineato il dato che sta facendo scandalo anche fuori dai nostri confini – ha detto D’Ascanio, senza peli sulla lingua –: solo le Regioni Molise e Abruzzo non hanno espresso alcun parere sull’intervento ministeriale mentre anche amministrazioni di centrodestra nelle regioni limitrofe stanno protestando in maniera clamorosa»

Il presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, all’indomani dell’assemblea di Peschici, che ha sollecitato un fronte comune delle istituzioni e dei territori contro le prospezioni nei fondali del medio-basso Adriatico, ha lanciato la proposta di una       seduta congiunta dei Consigli regionali di Abruzzo, Molise e Puglia per una posizione comune sulle trivellazioni di idrocarburi in mare.

Questa mobilitazione ha già prodotto un primo incontro di una delegazione pugliese col Ministero dell’Ambiente il 26 prossimo e si parla di una grande manifestazione interregionale per dare voce alla volontà calpestata dei cittadini delle regioni del medio e basso adriatico.

Cosa faranno i nostri amministratori regionali di fronte a questa protesta che sale e che chiede la salvaguardia delle zone più belle e preziose del  nostro mare, delle futuro delle nostre popolazioni e delle nostre economie?



istanza di ricerca d 505 B.R.-EL, a 13 miglia km. dalle Isole Tremiti

istanza di permesso di ricerca d 507 B.R.-EL, di fronte a Pescara

Come si poteva immaginare le distanze

dalla costa (5 miglia) e dalle aree 

protette (12 miglia), sono le minime
 
previste daldecreto Prestigiacomo del

luglio scorso.

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le isole Tremiti

PETROLIO IN ABRUZZO:RISORSA O MINACCIA?

giovedì, 10 marzo, 2011

Come avevamo annunciato si è svolto sabato scorso a Pescara, in occasione della presentazione del libro “Abruzzo color petrolio”  del giurista Enzo di Salvatore, il dibattito organizzato dall‘Associazione Articolo 3. Il dibattito,  in cui sono intervenuti anche  il nostro comitato, Nuovo Senso Civico e il Comitato No Petrolio, e che potete vedere nella versione integrale qui sotto,   ha visto al confronto: Teodoro Calabrese – Vice Direttore Confindustria Chieti,  Carlo Costantini – Consigliere Regionale (IDV),   Giovanni Damiani – Presidente Eco Istituto Abruzzo,  Mario Lattanzio – Assessore Ambiente Provincia di Pescara,   Emilio Nasuti (PDL) – Presidente Prima Commissione Bilancio Regione Abruzzo.

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Molto chiara e interessante l’introduzione del Prof. Di Salvatore che ha sottolineato le debolezze dell’attuale legge della regione Abruzzo che, non dicendo chiaramente che cosa si può o non si può fare in materia petrolifera, non dà certezza nè ai cittadini, nè agli operatori economici e di fatto lascia la strada aperta agli interessi delle compagnie petrolifere. Tutto è derogato ai tecnici (Comitato VIA regionale), all’intesa Stato-regione e, in definitiva, al Governo che, in base ad una legge del 2010, in mancanza di un’intesa può decidere unilateralmente sulla  materia degli  idrocarburi.

Il biologo Giovanni Damiani, ha sottolineato come le attività petrolifere  non possano  essere inquadrate nel criterio della sostenibilità perchè contravvengono alla legge di non prelevare più risorse di quante l’ambiente non riesca a rigenerare e a quella che non bisogna immettervi più di quanto non riesca a metabolizzare. Inoltre bisogna ricordare che tutte le fasi della ricerca-estrazione-trasporto-lavorazione-consumo del petrolio sono da considerare , in misura diversa, inquinanti e gli impatti sanitari sulla popolazione si vedono solo a distanza di anni. Pertanto si deve solo parlare di come fuoruscire, nel più breve tempo possibile, dal ricorso alle fonti fossili non rinnovabili. L’unico discorso serio è affidato alla ricerca e all’espansione nel campo delle energie pulite, che abbisognano soltanto di una giusta regolamentazione per evitare abusi e speculazioni, favorendo ad esempio l’autonomia energetica degli edifici ecc, e ad un’attenta ricognizione del bilancio energetico e delle emissioni dei Comuni.

Il cosigliere regionale Costantini, ricordando come le royalties petrolifere già basse vengono pagate sulla base dell’autocertificazione della quantità da parte delle compagnie, ha sostenuto che ipotizzare un futuro petrolifero per la nostra regione significa bruciare il futuro per un beneficio contingente e limitato.

Come al solito, attraverso l’intervento del consigliere  di maggioranza Nasuti, la regione ha dribblato sull’argomento e sugli impegni politici precisi che i cittadini abruzzesi, anche attraverso le 50.000 firme raccolte, da tempo invocano dalla giunta regionale.

Calabrese ha sostenuto che l’Abruzzo ha ampio spazio per il petrolio che non provocherebbe inquinamento se non nella fase del consumo. Rinunciare al petrolio significa mettere in crisi imprese del settore che occupano 4000 addetti e altri 2000 con l’indotto e rinunciare ad investimenti programmati per 3 miliardi di lire.

Cifre che sono state contestate dal senatore Graziani e da Alessandro Lanci di NSC che hanno rivelato trattarsi di imprese con pochi addetti e che lavorano prevalentamente per l’estero.

Claudio Censoni, a nome del nostro Comitato ha chiesto al rappresentante della Confindustria Chieti che, assieme ad alcuni sindacati locali hanno firmaro un protocollo a favore dell’estrazione petrolifera, (vedi anche nostro post del 5 febbraio) come mai non hanno mostrato uguale sollecitudine nel criticare il decreto ammazza rinnovabili che mortifica la crescita delle energie rinnovabili e mette in crisi centinaia di nuove aziende che già offrono migliaia di posti di lavoro e comporta il blocco immediato degli ordinativi e dei contratti in corso.

Altri interventi del rappresentante del comitato No petrolio, del vice sindaco di Città S.Angelo, di singoli cittadini che hanno  espresso  le loro motivazioni contrarie alla petrolizzazione.

Governo: sì al petrolio, no alle energie rinnovabili!

martedì, 1 marzo, 2011

Dibattito e presentazione libro “Abruzzo color petrolio”

Di Enzo Di Salvatore

sabato 5 marzo · 9.30 – 12.30
Palazzo della Provincia – Sala Figlia di Iorio

Piazza Italia   Pescara

Petrolio in Abruzzo: risorsa o minaccia?

La tavola rotonda è coordinata da Antonella Allegrino – Presidente dell’Associazione “Art. 3″ e Consigliere Provinciale.

Durante l’incontro sarà presentato il libro “ABRUZZO COLOR PETROLIO” di Enzo Di Salvatore.

- Interverranno:

Teodoro Calabrese – Vice Direttore Confindustria Chieti
Carlo Costantini – Consigliere Regionale
Giovanni Damiani – Presidente Eco Istituto Abruzzo
Mario Lattanzio – Assessore Ambiente Provincia di Pescara
Luciano Monticelli – Sindaco di Pineto
Emilio Nasuti – Presidente Prima Commissione Bilancio Regione Abruzzo

Sono previsti interventi delle associazioni Comitato NO petrolio,   del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni e  del WWF.

Per l’occasione saranno esposte alcune opere di artisti italiani e stranieri espressamente dedicate al tema del petrolio in Abruzzo.

La mostra internazionale di “”arte postale” è curata da Maura Di Giulio.

L’evento è organizzato dall’associazione “Art. 3″.


Si svolgerà a Matera e Viggiano, nei giorni 3, 4 e 5 marzo prossimi la conferenza internazionale “Petrolio ed ambiente” con la partecipazione di esponenti nazionali e regionali in materia di sanità, economia e sviluppo delle fonti fossili in Basilicata.

L’intento, molto più ambizioso della tavola rotonda dei giorni scorsi a Chieti (vedi video ),  è sempre quello : mostrare come petrolio, ambiente  e sviluppo possono procedere assieme e anzi come il petrolio possa essere un fattore di promozione della qualità dell’ambiente e motore per lo sviluppo di tutta una regione. Cosa non verificata nell’esperienza della Basilicata, e non solo, che dopo un’esperienza più che decennale, presenta i più alti indici di emigrazione, disoccupazione giovanile, interi territori inquinati e con un’agricoltura sofferente.   Il primo serio monitoraggio ambientale, dopo un decennio di estrazioni, è partito in questi giorni.

Intanto,   stando all’« Annuario 2009 – Sanità e salute» dell’Istat, i lucani sono primi in Italia per malattie croniche e, nel Mezzogiorno, sono quelli che contano più morti a causa di problemi respiratori e tumori (La Gazzetta del Mezzogiorno). Le cause sono tutte da accertare ma nessuno può dimenticare la leggerezza con cui in tutti questi anni si è continuato ad estrarre e lavorare idrocarburi in  Basilicata.

A questa Conferenza i Lucani rispondono con una  Contro-conferenza e un Question-time con tutte le domande a cui da anni la Regione e le compagnie petrolifere non hanno mai dato risposta, alla faccia della trasparenza e dei bei discorsi di compatibilità ambientale.

Questa proterva volontà di proseguire in un tipo di approvigionamento energetico, basato sul petrolio e sul nucleare, e che arricchisce le multinazionali del petrolio e le grandi imprese, trova purtroppo conferma nel decreto che il Governo voterà giovedì prossimo in cui si darà un taglio mortale  allo sviluppo del fotovoltaico, con il falso argomento dei costi eccessivi dovuti agli incentivi per le rinnovabili.

Siamo lontani da ogni discorso di transizione verso un’economia post-carbone a cui tutti gli stati si stanno preparando e ci avviciniamo pericolosamente al fallimento degli obiettivi imposti da Kyoto e dalla UE.




iQ

uestion Time Petrolio. Ovvero, le domande alle quali
inda anni la Regione e le compagnie minerarie non danno risposte.
Le darà la conferenza di Matera e Viggiano organizzata dall’Eni e dalla Regione Basilicata?

Question Time Petrolio. Ovvero, le domande alle quali
da anni la Regione e le compagnie minerarie non danno risposte.
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Ecuador: 9 miliardi di dollari di multa alla Chevron

giovedì, 17 febbraio, 2011

Mentre illustri luminari lanciano da Chieti la buona novella che  il futuro dell’Abruzzo passa per il petrolio, in Equador la Chevron ex Texaco è stata condannata a pagare   la più grande multa di tutti i tempi per aver inquinato irreparabilmente una parte della foresta equatoriana trasformandola nella zona industriale   «più contaminata del mondo» (Corriere della Sera 16/02/2011).

Equador,  Golfo del Messico,  Alaska,  delta del Niger:  ecco alcuni tra i disastri maggiori causati  dalla irresponsabile corsa ai profitti delle multinazionali del petrolio.  Tutti sappiamo che i combustibili fossili  sono in sè  i maggiori responsabili dell’effetto serra perchè immettono nell’atmosfera le enormi quantità di carbonio accumulato nelle foreste di milioni di anni fa, e che dobbiamo sostituire  al più presto il loro uso con quello di fonti pulite e rinnovabili.  Quello che si tende a nascondere è il modo spesso criminale col quale le Compagnie operano nel procurarsi e nell’estarre queste risorse.

C’è un video illuminante, girato in una scuola ENI per operatori del settore, che mostra come le compagnie petrolifere si muovano non in un mercato ma in un quadro geo-strategico che tendono a modificare cinicamente passando sopra agli interessi dei popoli e a qualsiasi attenzione verso l’ambiente.  E non servono le scontate rassicurazioni delle compagnie, quando l’esaurirsi dei giacimenti “facili” spinge sempre di più la ricerca e l’estrazione verso zone estreme e profondità marine mai raggiunte prima: è di questi giorni l’annuncio di un accordo tra la BP e la Russia per lo sfruttamento di un’area di 125.000 kmq. nel mare Artico, e l’installazioni di isole galleggianti dell’ENI al largo dell’Alaska in grado di operare trivellazioni trasversali di km. a migliaia di metri di profondità.

Nei prossimi giorni parleremo delle rivelazioni di WikiLeaks confermanti il progressivo esaurirsi di giacimenti ritenuti fin’ora sicuri per lunghi anni.

A PROPOSITO DI CONVEGNI CHE SI TENGONO A CHIETI

martedì, 15 febbraio, 2011

Scrivevamo sabato 5 febbraio del protocollo firmato tra Confindustria Chieti e alcuni sindacati in cui, con il preteso sviluppo dell’ economia e delle industrie locali e facendo balenare la prospettiva di nuovi posti di lavoro, si chiedeva a regione e amministratori locali di aprire alla petrolizzazione,  sostenendo la compatibilità delle ragioni del petrolio con quelle dell’agricoltura, del turismo e dell’ambiente e financo della salute umana.

Su questa strada, proseguendo la martellante campagna pro-petrolio, il geologo prof. Rainone, che si è assunto l’incarico di  difendere le (poco difendibili in Abruzzo) ragioni del petrolio,  indice  una giornata di studio il 18 febbraio presso l”Università di Chieti:     GLI IDROCARBURI IN ABRUZZO: CONOSCENZA, TERRITORIO, IMPRESA E LAVORO.

Come le ragioni del petrolio siano, in modo soverchiante,  presenti nei relatori del convegno, viene illustrato molto bene da Maria Rita D’orsogna nel suo blog.

Bisognerebbe spiegarle in giro per il mondo e soprattutto in quei paesi, Africa, Asia e America Latina, verso cui   la nostra sensibilità di paesi  “progrediti” non ci permette un’attenzione vigile e partecipe. Per cui a volte un piccolo artificio, come in  questo video,  ci permette di guardare  “dietro”  l’accattivante immagine pubblicitaria che ci arriva dagli schermi televisivi  Immagine anteprima YouTube.

Certo, siamo in Italia, ma anche la Basilicata lo è:  anche se, dopo più di 10 anni dagli accordi sottoscritti tra ENI e Regione Basilicata, solo da poco si sta procedendo al monitoraggio ambientale, e che monitoraggio !

E se a proposito degli effetti dell’ idrogeno solforato si è abbondantemente parlato, dell’ insidia delle polveri sottili e delle nanoparticelle ci parla il professor Domenico Angelucci, docente di Anatomia Patologica Università “G.D’Annunzio” Chieti, Responsabile del Registro Tumori della Provincia di Chieti.

Gli Abruzzesi hanno capito, e le 50.000 firme che i comitati di cittadini hanno raccolto lo testimoniano, che l’Abruzzo, per le mille ragioni che abbiamo illustrato in decine di dibattiti, banchetti, manifestazioni, non è terra da petrolio.

Se non tutti l’hanno capito, noi siamo qui, testardi come gli abruzzesi e saremo a Chieti venerdì 18, assieme a NSC e le altre associazioni

SE NON ORA QUANDO, IL 13 IN PIAZZA

mercoledì, 9 febbraio, 2011
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Sono ormai decenni che la TV ci propone un’immagine di donna plastificata, rimodellata, translucida, perfetta e decorativa, buona per tutti gli usi.

Questo stride fortemente con le nostre vite quotidiane, fatte di lavoro (quando c’è), studio, impegno, fatica, ricerca di identità e perchè no, di felicità.

Noi donne del comitato (impegnate nella battaglia a difesa dei beni comuni),  non ci sentiamo assolutamente rappresentate da questo modello unico che vede nel corpo l’unica arma per accedere a favori, fama, carriere politiche e non, e nasconde le vite reali di milioni di noi.

L’ostentato uso di “carne fresca” da parte degli uomini di potere, specialmente se rappresentano le istituzioni, oltre che rivelare una grande miseria affettiva, è una ferita prima di tutto alle istituzioni stesse ed alle relazioni dignitose che quotidianamente si costruiscono tra uomini e donne.

Aderiamo pertanto, ed invitiamo ad aderire, alle manifestazioni che in tutta Italia si terranno il giorno domenica 13 febbraio organizzate dalle donne del sito se non ora quando.

Di seguito, diamo un primo elenco degli appuntamenti relativi alla nostra regione:

PESCARA . 13 febbraio, ore 10.30, Piazza Sacro Cuore

CHIETI – 13 febbraio, 0re 10.30, Piazza G. B. Vico

LANCIANO (CH) –  13 febbraio, ore 18.00 Viale delle Rose

GUARDIAGRELE - 13 febbraio, ore 11.00 raduno Piazza Garibaldi

ISERNIA – 13 febbraio, ore 11.00, Piazza della stazione

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – ore 10.30, viale De Gasperi (Statua della Sibilla)/Viale Secondo Moretti

L’elenco completo ed aggiornato potete trovarlo sul sito stesso.

Ci comunicano che un pullman partirà da Teramo per partecipare alla manifestazione di Pescara.

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BREVE VIAGGIO NEL CAOS GIURIDICO DEGLI IDROCARBURI

giovedì, 16 dicembre, 2010

Di questo libro avevamo già parlato qualche settimana fa. Cogliamo l’occasione della sua presentazione venerdì 10 dicembre a Pineto, alla presenza della scrittrice Dacia Maraini, che ne aveva curato la prefazione, e del sindaco Luciano Monticelli, per sottolinearne l’attualità in questo momento in cui il succedersi di leggi della Regione Abruzzo e di puntuali impugnative da parte  del governo Berlusconi rischia di creare disorientamento tra i nostri concittadini preoccupati dall’avanzata delle trivelle.

In un quadro legislativo confuso ed in evoluzione, in cui sembra prevalere l’erosione da parte dello stato di ogni autonomia regionale e, nello specifico, la volontà di imporre in modo anti-democratico una deriva petrolifera che i cittadini abruzzesi non vogliono, questo libro del giurista Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale italiano e comparato all’Università di Teramo,  scritto con un dichiarato intento divulgativo, si presenta come uno strumento indispensabile per chi voglia capire e per coloro che si battono perchè la nostra regione non venga travolta dalle logiche e dagli interessi di poche compagnie petrolifere.Immagine anteprima YouTube[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=fXmi7kfrfns[/youtube]

CHIODI A TESTA BASSA

mercoledì, 27 ottobre, 2010

La Commissione Ambiente della Regione vara il nuovo testo di legge Chiodi “a tutela del territorio regionale”,  peraltro concordato col Governo.
Questo nuovo testo, già duramente criticato all’atto della sua presentazione, arriverà martedì 2 novembre al Consiglio Regionale per l’approvazione.

Ancora nei giorni scorsi due nuovi appelli di  Emergenza Ambiente Abruzzo e WWF-Legambiente perché la Regione accetti finalmente il dialogo e la discussione sulla legge.

Ma, nonostante la richiesta corale che da mesi  invoca una discussione ampia e partecipata attorno ad una legge che realmente protegga il nostro territorio e il nostro mare e non si presti ad essere impugnata dal  governo , si preannuncia  una votazione a maggioranza su un testo blindato.

Testo che è un passo indietro, anche  perché nell’art. 2 riapre alla possibilità di installare raffinerie.


Perché il Presidente Chiodi, che da mesi afferma che il petrolio è incompatibile con l’economia e l’ambiente abruzzese, continua ad ignorare tutte le richieste di incontro e a calpestare gli elementari diritti di noi cittadini di decidere sul futuro della nostra regione?
Perché ignora testardamente tutte le proposte, che pure sono arrivate numerose, e fa approvare una nuova legge che permetterà lo scempio di questa regione?

Intanto le Compagnie petrolifere, immemori dei recenti disastri, ripartono all’assalto con nuovi progetti e trivellazioni off-shore sempre più audaci, nel mondo e nel Mediterraneo, come potete vedere nel Video di RAI 3.