Quello che non doveva succedere…
Quello che non doveva succedere è successo: respingendo tutti gli emendamenti proposti dall’opposizione e le osservazioni fatte dalle Associazioni e dai Comitati, al disegno di legge per bloccare la deriva petrolifera, la Giunta Regionale ha, di fatto, prodotto una legge debole, che non tutela nè il territorio nè tanto meno il mare e la costa.
Debole di fronte ad un Governo che non esiterà ad impugnarla, debole di fronte alle compagnie petrolifere che continuano ad avanzare con nuove piattaforme in mare e continueranno ad espandere le attività esistenti.
Una legge non dotata di strumenti che consentirebbero di tutelare la nostra regione
dall’impatto del petrolio e degli indiscriminati insediamenti di discariche e inceneritori. Le nostre Associazioni di Categoria e tutti gli abruzzesi, i sindaci e i comitati che in questi mesi si sono impegnati perché si arrivasse alla fine ad una discussione ampia e partecipata di questo problema, coinvolgendo anche competenze e professionalità che l’Abruzzo, soprattutto in un momento di difficoltà come l’attuale, non può permettersi di disperdere, devono constatare con delusione che si è persa un’occasione per girare pagina e avviare un discorso di chiarezza sul tipo di sviluppo che si intende perseguire.
Il presidente Chiodi ha affermato che “se in Abruzzo non si faranno insediamenti petroliferi di qualsiasi natura lo si deve a questa legge”.
E’ l’affermazione di una volontà che avrebbe trovato una prima conferma ascoltando i cittadini abruzzesi e le loro rappresentanze sociali ed economiche.
Si è preferito proseguire su una strada di non partecipazione alle scelte, anche su temi così cruciali.
Siamo convinti che gli Abruzzesi, come noi del resto, che hanno maturato la convinzione di un’irriducibile incompatibilità tra Abruzzo verde e Abruzzo nero, continueranno attivamente a vigilare a difesa della loro Regione.
