Chi siamo
“C’è inquinamento che si vede, come il fumo delle ciminiere e c’è l’inquinamento che non si vede,che si insinua nelle viscere della terra, che impregna l’insalata, che si annida nella frutta, che penetra nell’organismo umano”
Questa frase del sindaco di Gela è stata la molla che ha spinto un gruppo di cittadini a mobilitarsi per salvaguardare la salute, l’economia, l’agricoltura e il turismo del proprio ambiente contro i progetti di perforazione, estrazione e raffinazione del petrolio nel nostro mare e sul nostro territorio.
Ammaestrati dai disastri ambientali e sulla salute umana verificatisi nel mondo e in Italia, vedi Falconara,Gela, Laguna Veneta, Basilicata, dove la produzione e il riversamento nell’ambiente di sostanze dannose ad effetto tossicolo e cancerogeno ha determinato un’impennata dei casi di tumori, malformazioni fetali, disturbi neurologici, respiratori, aborti spontanei, caduta della qualità e della produttività agro-alimentare e danni al turismo, vogliamo fermare questo progetto di distruzione della nostra salute e della nostra Regione.
Noi abruzzesi siamo conosciuti per l’ottima cucina, il turismo verde, un turismo balneare familiare, per i nostri vini e i nostri prodotti agricoli. Il nostro obiettivo è continuare ad investire su questo tipo di sviluppo e non diventare un “Distretto petrolifero” con conseguente perdita della nostra identità culturale, sociale ed economica (migliaia di posti di lavoro persi) a vantaggio delle solite poche multinazionali.
Il Comitato Abruzzese per la difesa dei Beni Comuni si unisce agli altri gruppi promotori già costituitisi in Abruzzo contro il Centro oli di Ortona dell’ENI per una mobilitazione e iniziative volte a sensibilizzare i cittadini attraverso un’informazione capillare e dettagliata.
