Articolo del 21 gennaio 2010
Sono in molti in questi giorni a preoccuparsi della minaccia relativa al progetto Ombrina Mare. La richiesta di concessione avanzata dalla Medoil Gas è tra i progetti più devastanti dell’intera costa adriatica. Un progetto di estrazione di idrocarburi che peserà sulla Costa dei Trabocchi per i prossimi 24 anni, aggirando gli impedimenti del mancato Centro Oli di Miglianico con la desolforazione in mare. Sono pochi i giorni che mancano allo scadere dei termini di legge per presentare al Ministero dell’Ambiente le osservazioni per ostacolarne l’autorizzazione. Cosa fa nel frattempo la Regione Abruzzo? Ha chiesto un incontro con il ministro? Ha inviato una documentazione ufficiale al Ministero? Quali iniziative ha messo in atto o ha in animo di intraprendere per scongiurare il pericolo?
Cosa pensa di fare il Presidente Gianni Chiodi?
Queste le sue dichiarazioni del mese scorso:
17 dicembre 2009 (Il Centro)
«Finchè ci sarò io» ha garantito il presidente della Regione «non ci saranno nuove estrazioni a mare, anzi, sfido a vederci da qui a quattro anni e a verificare se davvero sarà così. Un conto sono i permessi di ricerca, un altro le estrazioni e finchè ci sarò io assicuro che non ce ne saranno di nuove».
Diciamo allora al Presidente Gianni Chiodi, che presumiamo dal suo silenzio non sia stato ancora avvertito, che quella di Ombrina Mare 2 è una richiesta di permesso per l’ ESTRAZIONE, la DESOLFORAZIONE e lo STOCCAGGIO.
Sappiamo perfettamente che le regioni non hanno competenza in merito alle piattaforme in mare ma ci aspettiamo che Il presidente e la giunta abruzzese utilizzino qualsiasi strumento in loro potere per esprimere una decisa contrarietà presso gli organi di governo competenti, a tutela dei cittadini abruzzesi.
Confidiamo che Il Ministero dell’Ambiente vorrà tener conto della volontà espressa dai rappresentanti più autorevoli di questa Regione, il Presidente e la sua Giunta, e rigettare così un progetto tanto scellerato.
C’è, infatti, un precedente. Qualche mese fa, e ne avevamo parlato anche noi in un post, il Ministero dell’Ambiente ha preannunciato il suo parere negativo, in merito all’istanza di ricerca «d148 DR-Cs» presentata dalla Appennine Energy dopo che il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in un incontro presso il Ministero, il 4 settembre, aveva espresso la propria assoluta contrarietà a nuovi pozzi di ricerca idrocaburi nel mar Jonio.
Noi chiediamo, pertanto, al Presidente Chiodi di dar seguito alle tante sue dichiarazioni del mese scorso e di intervenire per la prima volta concretamente. Dire no, in questo momento, darebbe un segnale forte anche a tutte le altre compagnie che si stanno lanciando in un susseguirsi di richieste di permessi di ricerca in tutta la costa abruzzese (oltre alla Medoil Gas sono particolarmente attive anche altre compagnie come la Petroceltic e la Vega Oil). Dire no significherebbe anche confermare ai cittadini la veridicità delle dichiarazioni a mezzo stampa. Ha una grande occasione, il Presidente Chiodi, per dimostrare agli abruzzesi di rispettare gli impegni e di non fermarsi alle promesse. Non farlo significherebbe nascondere dietro il “non ci compete” un avallo all’attività dei petrolieri molto più forte e concreto dell’opposizione dichiarata ai giornalisti.
Chiudiamo l’articolo con un’estratto dai comunicati stampa della Regione Basilicata di settembre, perché sia chiaro a tutti quanto sia condivisa anche fuori dall’Abruzzo la preoccupazione per i colpi di coda di un’economia “già morta” (perché destinata ad essere superata nel giro di 2 o 3 decenni) ma purtroppo ancora tanto pericolosa
“La Regione Basilicata ha respinto, nella maniera più netta, la possibilità che nel tratto lucano del mar Jonio possano essere perforati pozzi per la ricerca di idrocarburi: un’attività di questo genere, a prescindere dalle valutazioni di carattere tecnico, sarebbe del tutto incompatibile con la qualità dei luoghi e con la fruizione di una zona in continuo sviluppo turistico. Ieri, infatti, nel corso di un incontro che si è svolto a Roma, il Ministero dell’Ambiente ha accolto le osservazioni della Regione ed ha preannunciato parere negativo al programma di ricerca denominato “d148 DR-CS” presentato dalla società Apennine Energy.
Ci sono motivazioni di carattere tecnico che non possono essere ignorate, che riguardano la distanza dalla costa della zona indicata per svolgere le attività di ricerca, nonché i problemi relativi al fenomeno dell’erosione e all’arretramento della linea di costa. E’ impensabile, in ogni caso, prevedere attività di perforazione in un’area caratterizzata dalla presenza di insediamenti, infrastrutture e attività di preminente interesse per lo sviluppo turistico. Di fronte a rischi concreti, la Regione sosterrà ogni sforzo per continuare a difendere e preservare un patrimonio fondamentali per lo sviluppo della Basilicata(Fonti:www.regioni.it; regione Basilicata)
Ecco copia del fax inviato fax Regione Abruzzo, Appello per Ombrina Mare 2. Confidiamo in un rapido riscontro.
