Posts tagged with “news petrolio abruzzo”

martedì, 24 maggio, 2011

CONCLUSA LA GRANDE CAMPAGNA DI RACCOLTA DELLE FIRME

Venerdì 20 maggio, in una conferenza stampa presso la sede del Comune di Lanciano, Nuovo Senso Civico e il Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, hanno presentato le 50150 firme raccolte “per la revoca di tutti i permessi di ricerca,coltivazione e lavorazione di idrocarburi, sull’intero territorio della regione Abruzzo e sul mare antistante le sue coste”.


Si conclude così, con la piena realizzazione dell’obiettivo prefissato, una grande campagna di informazione e di sensibilizzazione che ha coinvolto tutto il territorio abruzzese e ha portato il tema della petrolizzazione della nostra regione e dei suoi rischi alla consapevolezza di di tutti i cittadini e delle Amministrazioni locali, spesso ignare di come un Abruzzo nero si stesse preparando al posto dell’Abruzzo verde che conoscevamo.

Alessandro Lanci e Claudio Censoni, presidenti dei due comitati, assieme al senatore Enrico Graziani ed Antonello Tiracchia, hanno illustrato, davanti a giornalisti e inviati di televisioni locali e del TG3, le motivazioni alla base di questa grande campagna di raccolta firme, autofinanziata e sostenuta solo dalla grande passione civile di centinaia di militanti di comitati e associazioni di cittadini. Una grande esperienza di democrazia e un corale ALT a quanti  ritengono di poter imporre scelte inaccettabili sulla testa dei cittadini.


Le firme saranno consegnate al Ministro dello Sviluppo Economico e p.c. al Ministro della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Abruzzo, al Parlamento Europeo,  ai Gruppi Parlamentari e ai Gruppi Consiliari della Regione Abruzzo e alla forze politiche.


Intanto ci è giunta la notizia che il pozzo Elsa 2, davanti a Punta Aderci, al largo di  Vasto e per il quale era stato chiesto il permesso di ricerca per idrocarburi nell’estate  2009, è stato sonoramente bocciato. Questa istanza di permesso di ricerca è stata la prima ad essere contestata dalle osservazioni contrarie promosse per iniziativa di Maria Rita Dorsogna.

Dopo Ombrina, un’altra piattaforma affondata!


Ringraziamo tutti quanti voi che ci avete accompagnati e sostenuti in questo duro ma proficuo sforzo e vi ricordiamo che un’altra grande e importante battaglia è in corso questi giorni perchè i cittadini siano informati e vadano a votare il referendum del prossimo 12 giugno.


Il nostro comitato si è attivamente impegnato sul referendum “per l’acqua bene comune” costituendo un comitato locale Alba Adriatica-Tortoreto che, dopo le prime assemblee con i cittadini e le associazioni, per allargare a tutti la partecipazione a questa battaglia civile, sarà presente con banchetti informativi sabato mattina ad Alba Adriatica davanti al Conad e a Tortoreto al mercato di via Carducci e tutte le domeniche ad Alba, sul lungomare, rotonda Nilo (Bambinopoli), e a Tortoreto lido alla rotonda di via Carducci.

Dopo l’oscuramento mediatico e i tentativi di scipparci il diritto di esprimerci su temi importantissimi,è importante l’impegno di tutti nei modi e nelle forme che troveremo più efficaci per informare e raggiungere il quorum.

Ricordiamoci che la democrazia vive solo dove c’è il cittadino informato, non il suddito imbrogliato.

Immagine anteprima YouTube

Noi ci  troverete lì e altrove con altre iniziative.

ABRUZZO COLOR PETROLIO di ENZO DI SALVATORE

lunedì, 7 febbraio, 2011


ABRUZZO COLOR PETROLIO di  ENZO DI SALVATORE

CALENDARIO DELLE PROSSIME PRESENTAZIONI    2011

10 febbraio, giovedì, ore 17.00: TERAMO, Hotel Abruzzi

- 20 febbraio, domenica, ore 16.30: PESCARA, Patronato INCA CGIL

- 5 marzo, sabato: PESCARA

BREVE VIAGGIO NEL CAOS GIURIDICO DEGLI IDROCARBURI

giovedì, 16 dicembre, 2010

Di questo libro avevamo già parlato qualche settimana fa. Cogliamo l’occasione della sua presentazione venerdì 10 dicembre a Pineto, alla presenza della scrittrice Dacia Maraini, che ne aveva curato la prefazione, e del sindaco Luciano Monticelli, per sottolinearne l’attualità in questo momento in cui il succedersi di leggi della Regione Abruzzo e di puntuali impugnative da parte  del governo Berlusconi rischia di creare disorientamento tra i nostri concittadini preoccupati dall’avanzata delle trivelle.

In un quadro legislativo confuso ed in evoluzione, in cui sembra prevalere l’erosione da parte dello stato di ogni autonomia regionale e, nello specifico, la volontà di imporre in modo anti-democratico una deriva petrolifera che i cittadini abruzzesi non vogliono, questo libro del giurista Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale italiano e comparato all’Università di Teramo,  scritto con un dichiarato intento divulgativo, si presenta come uno strumento indispensabile per chi voglia capire e per coloro che si battono perchè la nostra regione non venga travolta dalle logiche e dagli interessi di poche compagnie petrolifere.Immagine anteprima YouTube[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=fXmi7kfrfns[/youtube]

ANCORA SULLA LEGGE REGIONALE

sabato, 27 novembre, 2010

“PETROLIO, L’ABRUZZO GUARDI ALLA UE”

Di Salvatore: nel diritto comunitario la strada per evitare le trivelle.

Intervista di Antonio De Frenza-  “Il Centro”- 24 novembre 2010

PESCARA. La telenovela dell’Abruzzo petrolifero non si è conclusa il 2 novembre con l’approvazione della legge regionale “Tutela della costa teatina” concordata con il governo. Anzi, quella «è la legge peggiore di tutte», dice Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all’Università di Teramo e autore di un libro prezioso: “Abruzzo color petrolio” (Edizioni Palumbi, 10 euro, prefazione di Dacia Maraini) dove si ricostruisce minuziosamente, norma dopo norma, comma dopo comma, i tentativi della Regione di salvarsi dalla petrolizzazione selvaggia. Da quella legge non c’è da attendersi nulla di buono, dice Di Salvatore, al massimo il ritiro del ricorso del Governo pendente in Corte Costituzionale sulla 32 del 2009, la norma che la legge del 2 novembre dovrebbe correggere. L’udienza in Consulta doveva esserci il 4 novembre, ma in quella sede il governo disse che avrebbe aspettato di esaminare la nuova legge regionale per decidere se andare avanti con l’impugnativa. La Consulta ha rimandato l’udienza a nuova data.

Professor Di Salvatore, perché dice che questa è la legge peggiore? Il testo è stato concordato con il governo per evitare nuove impugnative.
«E infatti qui lo Stato interviene due volte invece che una. E poi la legge sembra introdurre un divieto che non è un divieto».

La legge parla di incompatibilità delle attività petrolifere.
«L’incompatibilità è una tutela che non tutela affatto. In più la valutazione di compatibilità è rimessa a uno strumento tecnico, il “Via”, che trasmette il parere alla conferenza di servizi e poi all’intesa Stato-Regione».

E se l’intesa non si trova?
«Lo Stato può decidere unilateralmente».

Insomma niente rischio impugnative, ma anche niente tutela dal petrolio.
«Ma non è detto che se il governo non impugna la legge, questa si salva comunque dall’illegittimità. Basterebbe che una compagnia petrolifera sollevasse la questione di illegittimità davanti a un Tar che tutto verrebbe rinviato alla Consulta».

Il rischio c’è?
«Questa legge mi sembra costituzionalmente più illegittima dell’ultima, perché non dice a chiare lettere che cosa si può fare e che cosa non si può fare».

Il suo libro ha un sottotitolo molto esplicito: “Breve viaggio nel caos giuridico degli idrocarburi”. Perché parla di caos?
«Perché la materia è ancora tutta da disciplinare, a parte alcuni aspetti. Per esempio, per motivi di tempo nel libro manca il riferimento all’ultimo provvedimento del governo che si occupa di proteggere la fascia costiera dalle attività petrolifere».

Il provvedimento chiesto dalla ministra Prestigiacomo?
«Sì, quella norma fa divieto di estrazione entro le 5 miglia marine e tutela in maniera assoluta le aree protette marine e per 12 miglia l’area marina prospiciente. Il divieto riguarda solo le fasi di attività petrolifera con esclusione della lavorazione. Su questa interviene però la legge del 1991 per le aree protette. Ecco, al di là di queste due norme, il resto è tutto da disciplinare».

Per la Regione ci sono margini di manovra per evitare le trivelle?
«Ci sono, ma probabilmente in questo momento la questione non è nel pensiero del governo nazionale e del Parlamento. In più c’è la Corte Costituzionale che in alcuni pronunciamenti sulle fonti rinnovabili, penso alla legge della Regione Puglia, ha escluso che in materia di energia ci possano essere ampi margini per le Regioni. Però il diritto comunitario dà alle Regioni la possibilità di intervenire».

In che modo?
«La Ue fa salva la libera circolazione delle imprese, ma ammette una deroga per le attività che danneggiano l’ambiente».

Ma, si dice, l’energia è un tema strategico per il paese e lo Stato non vuole intromissioni.
«Il governo ha provato a utilizzare questo argomento in maniera strumentale, ma la Corte costituzionale in sentenza l’ha esclusa. Non esiste una strategia economica nazionale. Sull’energia ha competenza la Regione, lo Stato è competente sui principi».

Nel ricorso alla legge 32 il governo ha obiettato che non si possono indiscriminatamente vietare insediamenti produttivi, ma che la cosa va valutata caso per caso.
«In quel caso la Regione avrebbe potuto specificare nella legge i casi di tutela e non vietare incondizionatamente. E’ chiaro che nelle zone naturali protette è necessario un divieto assoluto, in altre zone la materia va regolamentata, richiamandosi a quello che la direttiva Ue consente».

Rassegna stampa 27 febbraio-6 marzo

sabato, 6 marzo, 2010

ABRUZZO

City Rumors 01/03/2010 Abruzzo: le province costiere contro la petrolizzazione

Prima Da Noi 02/03/2010 Petrolizzazione, Corte costituzionale: “legge illegittima vicino alle elezioni”

City Rumors 02/03/2010 Petrolio Abruzzo: le province chiedeono incontro a Chiodi

Il Centro 03/03/2010. Petrolio, l’altolà delle Province

ITALIA

Corriere della sera 05/03/2010  Veleni nel Lambro dall’ex raffineria, irregolarità nei registri dei depositi

Corriere della sera 04/03/2010 Fuorilegge da sette anni la ditta dei veleni sul Po

Corriere della Sera 03/03/2010 I bilanci troppo raffinati dei petrolieri italiani

Corriere della Sera 02/03/2010 Gasolio nel Lambro, strage di cormorani. Indagato l’ad della Lombarda Petroli

La voce.info Italia a corto di strategie sul clima

L’Unità 06/03/2010 Ecco come la par condicio contribuisce a devastare la coscienza degli italiani

MONDO

Valori 04/03/2010 Eni in Congo Brazzaville, 5 domande senza risposta

La Repubblica 04/03/2010 Al Gore e la guerre del clima, “perché gli ecoscettici hanno torto”

Reuters 04/04/2010 Nigeria, gruppo ribelle annuncia di aver attaccato impianto Agip

Apcom 03/03/2010 Nigeria, attentato contro sito Shell nel delta del Niger

TENDENZE

Meglio è possibile, Piccoli e Virtuosi

Associazione dei Comuni virtuosi

Repubblica-Affari e Finanza -01/03/2010 Nel mondo della post-crescita è cambiata anche la missione delle imprese

VECCHIO E NUOVO: Pasolini, l’Eni e il profondo nero dei misteri d’Italia

Il Fatto quotidiano 03/03/2010 Ma dell’Utri che c’entra?

Il Manifesto 04/03/2010 Ladri di petrolio


Rassegna Stampa

venerdì, 19 febbraio, 2010

ABRUZZO

Left: Maria Rita D’Orsogna, Petrolio, che bidone

Cityrumors : Petrolizzazione. Il legale della regione assente dinanzi alla Corte Costituzionale

Cityrumors: Pineto, il sindaco Monticelli con la fascia tricolore contro i pozzi petroliferi

Cityrumors: Centro Oli ad Ortona, il comune di Pineto e le associazioni uniti nella battaglia

Primadanoi: Petrolizzazione, tavolo tecnico-scientifico contro le decisioni del governo

Primadanoi: Torna lo spettro della petrolizzazione, costa teatina fa fronte comune

Il Centro: Centro Oli, la Regione si opporrà al governo

MONDO

La Stampa: Petrolio e affari, la guerra dei veleni per i pozzi d’Africa

La Repubblica (Affari & Finanza): Scaroni, Eni alla campagna d’Africa

L’Unità: Ecuador, il Paradiso cancellato dalla Texaco

TENDENZE

Repubblica: Transition Town senza petrolio. Ecco gli eco-sognatori italiani

Blog di Rob Hopkins: Che cos’è la Transizione