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Conquistatori & Perline colorate – Domande per la Medoil Gas

venerdì, 12 febbraio, 2010

Articolo del 25 gennaio 2010

Dell’Abruzzo, forse, gli scandali politici hanno lasciato l’impressione di un terreno di facile conquista. Oppure questa bistrattata regione è rimasta un territorio tanto lontano nell’immaginario collettivo da poter nascondere lo scempio,  “più in la che Abruzzi” diceva infatti Calandrino a Maso nel Decameron, quasi che l’Abruzzo fosse l’ultimo degli avamposti conosciuti. E a questo popolo di pastori, dedito alla transumanza ma poco avvezzo alle cose del mondo, forse si possono ancora rifilare perline colorate in cambio delle ricchezze del territorio. A leggere le richiesta che la MOG ha presentato al Ministero dell’Ambiente questa è l’impressione che se ne ricava.
E allora, vorremmo dire all’italianissimo CEO, Sergio Morandi, della londinese Medoil Gas Plc, che questi selvaggi di abruzzesi hanno imparato a leggere ma non sempre capiscono. Forse allora la sua compagnia potrà darci qualche risposta di quelle che non si trovano tra i documenti ufficiali:
1) Che cosa intendete fare dei 540 kg al giorno di zolfo puro che Ombrina Mare 2, Paragrafo 2.6.2 del Quadro Progettuale, dovrebbe produrre?
2) Nel paragrafo 2.5.5.2 scrivete che i gas provenienti dalle formazioni sono H2S e CO2 e scrivete che entrambi  sono tossici e possono provocare forme di avvelenamento nell’uomo, nella fauna e nella flora. Dite inoltre che le emissioni degli sfiati di blow, che voi stimate in circa 1500 m3/d di gas per depressurarizzazione delle linee in caso di malfunzionamenti o di emergenze, sono saltuarie. Pensate quindi di avvelenarci solo di tanto in tanto?
3) Gli studi dell’ARTA e dell’ISPRA che usate a sostegno della scarsità degli impatti sull’ambiente marino del vostro progetto si riferiscono ad analisi effettuate su campioni prelevati a pochi mesi dall’avvio del pozzo esplorativo. Tali analisi rivelano già una tossicità media. Cosa vi aspettate che accada dopo 24 anni di estrazione e 6 pozzi? Che le acque magicamente si ripuliscano?
4) Interrerete forse, ma non vi è ancora chiaro in questa fase, 12 km di condotte per il trasporto del gas a Santo Stefano Mare. Quale sarà l’impatto sul fondale? Quale l’impatto sulla subsidenza e sull’erosione costiera?
5) La nave Panamax è quella che avete individuato per il progetto Ombrina Mare. Nel Cap. 2.6.2 scrivete che essa avrà le seguenti dimensioni: -larghezza max 33 m circa, -lunghezza max 320 m circa. Secondo voi, però, nel Cap. 4.4.2 l’impatto visivo sarà variabile, di media entità perché la barchetta fumante si disporrebbe, seguendo le correnti e il moto ondoso, in posizioni tali da mostrare nella maggior parte dei casi, una sagoma di dimensioni minori alla sua effettiva lunghezza.
Queste affermazioni forse si riferiscono ad impatto visivo su qualche specie animale non meglio specificata. Oppure voi della Medoil avete tenuto conto dell’elevata incidenza di disturbi visivi nella popolazione abruzzese? I miopi e quelli con la cataratta potrebbero in effetti vedere solo una grande macchia nera. Per la puzza di uova marce contate sulle correnti o siamo in molti ad essere affetti da parosmia?
6) Nel Cap. 2.1 leggiamo che verranno prese in considerazione, dove tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile le Migliori Tecniche Applicabili al fine della riduzione dell’inquinamento. Cosa significa economicamente sostenibile per la Medoil Gas? Per noi è tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile e assolutamente più conveniente che voi non veniate ad avvelenarci e a compromettere il nostro futuro. Così non sarà di nessun costo per voi tentare di ripulirci
7) Da ultimo una domanda quasi banale: quando vi riferite alle necessità nazionali di idrocarburi in nome di quale patria scrivete?  Della gloriosa Inghilterra visto che MedoilGas Italia è un piccolo avamposto della londinese Medoil Gas Plc o della patria del miglior offerente, quella a cui venderete questo prezioso greggio?
Le vostre perline colorate (il 4% di royalties e il pugno incerto di posti di lavoro che creerete) non valgono la salute e la prosperità degli abruzzesi, per quanto qualche amministratore interessato vi abbia potuto far credere che non sia così.
Quello che perderemmo, anche se non vi interessa, è molto di più di quello che ci offrite. La nostra economia si basa sul turismo, sulla pesca, sulle produzioni agro-alimentari di qualità e sui loro indotti commerciali. Settori che sarebbero tutti gravemente danneggiati dal suo progetto, dottor Morandi. Un’analisi minima del contesto socio-economico-ambientale ve lo avrebbe dimostrato senza bisogno di montagne di documenti.
Servono poche parole, invece, per chiarire la realtà dei fatti: gli abruzzesi non vi vogliono e non hanno bisogno di voi.
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