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Assomineraria chiede, il governo concede

giovedì, 22 luglio, 2010

Il 30 marzo scorso Staffetta Quotidiana, il quotidiano dei petrolieri, titolava proprio così: Assomineraria chiede Agenzia per le risorse minerarie ed energetiche. Evidentemente in questo paese ad Assomineraria basta chiedere, visto che, a poco più di 3 mesi di distanza, è arrivato puntuale un disegno di legge che sembra scritto dallo stesso Descalzi, Presidente di Assomineraria. Tra i firmatari, la paladina dei Petrolieri, senatrice Simona Vicari, che tanto entusiasmo aveva dimostrato all’ultimo convegno di Assomineraria (come riportato in un nostro precedente post e in maniera ancora più esaustiva dalla professoressa Maria Rita d’Orsogna qui e, per i più increduli,  dall’intervento della stessa senatrice  qui).

Il Sole 24 Ore del 21 luglio riporta la notizia con qualche commento illuminante della Senatrice.

Nonostante sia in corso un dibattito a livello mondiale sulla necessità di limitare lo strapotere mal gestito delle compagnie petrolifere, testimoniato dalla tragedia ancora in corso della Deepwater Horizon, il governo italiano dimostra insolito tempismo e cerca di far passare un altro scempio tra la disattenzione delle più calde giornate estive, la compiacenza spinta di certa stampa e la confusione creata da altri, più visibili scandali  che si muovono attorno al solito Cesare.

La senatrice Vicari porta in dono ai petrolieri un bell’allargamento delle maglie in cambio di una riduzione del costo della benzina per i residenti e di maggiori royalties per i comuni interessati. Così di nuovo torna a brillare il miraggio di una maggiore ricchezza davanti ad una nazione sempre più povera e dal senso etico sempre più atrofizzato.

Noi la invitiamo a tornare ad occuparsi della sua Sicilia ed in particolare delle zone di Gela, Priolo, Melilli, Augusta, dove l’incidenza delle malattie tumorali e delle malformazioni congenite, regalo del petrolchimico, è tristemente molto più alta rispetto alla media nazionale. Qui è disponibile qualche informazione in breve, qui un documento più dettagliato. Potrebbe anche scegliere di ascoltare le ragioni dei Sindaci della costa sud-occidentale che da mesi protestano in ogni modo contro le 30 nuove istanze di ricerca che si sono visti piombare addosso dalle compagnie petrolifere.

Consigliamo di leggere tutti gli approfondimenti anche alla  senatrice Vicari, che sembra non conoscere le problematiche del suo territorio di provenienza. Certo, di queste non si parla ai convegni di Assomineraria e forse, sarà proprio per questo che non compaiono nei suoi interventi.

Qui è disponibile l’audio del suo intervento per la presentazione del disegno di legge sulla riforma della legislazione in materia di ricerca e produzione di idrocarburi.

Su Open Polis, invece, si trova la scheda con il profilo delle sue attività parlamentari e dei suoi preziosi voti a contributo dello sviluppo del paese, delle Milleproroghe, del Legittimo Impedimento, della legge sulla Protezione Civile, ecc…

Per riconoscere i giusti meriti a tutti i protagonisti,  il disegno di legge porta la firma di Cesare Cursi, senatore Pdl e presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica, di Gaetano Quagliariello, senatore Pdl e Vicepresidente Vicario del Gruppo Parlamentare del Popolo della Libertà del Senato della Repubblica e di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.

Le mire di Assomineraria, Confindustria e la politica

domenica, 25 aprile, 2010

Il 30 marzo Assomineraria ha tenuto a Roma l’illuminante convegno “Risorse naturali, occupazione e comunità locali: Proposte per contrastare la crisi”. E’ opportuno leggere e far circolare gli atti per capire quali sono i protagonisti e gli interessi in gioco dietro il piano di petrolizzazione dell’Abruzzo e di altre aree del paese.

Descalzi nell’introduzione ricorda i 57 progetti cantierabili individuati l’anno precedente e definisce come progetti più impegnativi:
- potenziamento della Val d’Agri,
- sviluppo del giacimento di Tempa Rossa,
- sviluppo dei giacimenti di gas nell’offshore Ibleo,
- sviluppo del giacimento di Canonica,
- pozzo esplorativo Montegrosso
- sviluppo del giacimento di Miglianico,
- progetto Alto Adriatico,

e, tra i progetti di stoccaggio, individua:
STOGIT in Lombardia, Emilia e Abruzzo
Enel Trade in Lombardia
Edison in Emilia-Romagna

Sostiene, sempre Descalzi, che per aumentare l’attrattività del Paese verso nuovi investimenti, appare necessario introdurre normative volte a
1) semplificare le procedure autorizzative e a
2) rendere disponibili per le comunità locali i benefici della presenza delle attività sul territorio

In merito a questo secondo punto tra le attività considerate c’è quella di indirizzare tutto o parte del 3% del “Fondo benzina” istituito con la l. 99/2009 ad un fondo per “i cittadini direttamente impattati dalla realizzazione delle opere” (meccanismo che comporta un aumento della compensazione in funzione della vicinanza e dell’impatto dell’infrastruttura realizzata)

In questo senso Descalzi ammette l’esistenza di un impatto dell’attività petrolifera sui cittadini dell’area relativa agli insediamenti petroliferi e trova la formula della compensazione del Fondo Benzina come adeguata merce di scambio.

L’obiettivo dell’Assomineraria e delle multinazionali del petrolio è quello di spingere al massimo lo sfruttamento delle riserve italiane, a fronte di una riduzione registrata nel 2009 nella domanda, nella produzione, nel fatturato e negli investimenti.  Si nasconde dietro la solita favola di ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni estere e di contribuire allo sviluppo della nazione, dimenticando di dire quali sono davvero gli scenari mondiali, qual’è l’orizzonte residuo di sfruttamento del petrolio e quale lo stato in cui tale accanimento verso l’estrazione di queste esigue riserve lascerà il paese, dopo aver distrutto le risorse agricole e turistiche di intere regioni e aver appesantito i costi sanitari.

Il Vice Presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma auspica  che si crei un vero sostegno per le reti dell’industria petrolifera in Basilicata, dove conferma “un secondo giacimento, Tempa Rossa (circa della stessa dimensione di Val d’Agri) il cui operatore è Total, insieme ad Esso Italia e Shell Italia, dovrebbe iniziare l’attività estrattiva per il 2012. Anche per questo giacimento è prevista la costruzione di un Centro Trattamento Oli e la realizzazione di un impianto, nell’area industriale di Guardia Perticara, per lo stoccaggio del GPL prodotto”. Un altro scempio annunciato:  Guardia Perticara fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia ed è inserito in uno scenario da favola, purtroppo poco conosciuto al di fuori della regione. Per capire qual’è il patrimonio ambientale di questi luoghi basta andare nelle sale cinematografiche in cui in questi giorni è programmato  Basilicata coast to coast senza dimenticare, una volta tornati a casa, di fare il confronto con i tanti filmati disponibili on-line sulla Val d’Agri, in cui lo scempio è stato ben avviato e si prepara ad essere consolidato.

L’ultimo intervento, la ciliegina sulla torta, è della senatrice Simona Vicari, membro della 10° Commissione del Senato, iscritta al gruppo del Popolo delle Libertà, che ritiene di doversi fare promotrice presso il Parlamento di una semplificazione complessiva delle attuali procedure autorizzative… si dovrebbe valutare l’opportunità di semplificare non solo l’attuale regime autorizzatorio previsto per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, ma accompagnare questo processo con l’individuazione di una platea, il quanto più ampia possibile, di una serie di attività il cui avvio possa avvenire mediante una dichiarazione di inizio attività. Traspare entusiasmo dalle parole con cui racconta alla platea del suo impegno personale – nel portare avanti in sede parlamentare, come relatrice, le idee, e le proposte di sviluppo di questo settore che vorrete farmi pervenire. Lo dico con la convinzione di chi, eletta in una regione come la Sicilia, vede tutti i giorni quali sono, i danni derivanti dalla perdita di opportunità di sviluppo del proprio territorio-. Non vede, però la senatrice, o forse non sa  che nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli le malattie tumorali hanno un’incidenza del 20% superiore a quella nazionale e che, secondo i dati raccolti dal Registro Siciliano delle Malformazioni Congenite (Asmac) nella zona si è registrato negli ultimi 30 anni un aumento costante dei nati con malformazioni congenite, in alcuni casi anche doppio rispetto alla media nazionale, oppure che a Gela si continua a morire per i veleni del petrolchimico.

Qui riportiamo un utile dossier informativo, Breve storia del polo industriale, ma pensavamo di non dover sentire più vaneggiamenti sulla modernità dello sviluppo petrolifero alla luce dell’eredità lasciata delle promesse di ricchezza degli investimenti siciliani della seconda metà del secolo scorso rivelatesi oggi  in tutta la loro portata di degrado, povertà e morte. Invece nulla è cambiato. Ancora le stesse promesse.  La preoccupazione più grande della senatrice è quella del – diffondersi di strumentalizzazioni e di informazioni distorte che vengono diffuse da coloro che avversano i processi di sviluppo e di modernizzazione di intere parti del Paese-.

Sarà forse il segno che le attività di informazione portate avanti dai cittadini (e per i cittadini) disturbano l’Assomineraria e anche qualche politico?

Ci sono altri modi di far crescere il paese. Ci sono altri settori dell’economia in cui gli investimenti non implicano uno sfruttamento delle risorse senza ritorno e non minacciano la salute dei cittadini. E’ ora di riprendere ad investire nella ricerca e nello sviluppo e di metterli  al servizio del nostro paese, che non è il Kuwait, ma è il paese delle eccellenze agricole e vitivinicole, paradiso dell’ecoturismo e del turismo culturale, regno del design e del manifatturiero, in attesa da troppo tempo di una direttrice di sviluppo pulito.